giovedì, 5 Dicembre, 2019
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Al Liberati brutto gesto di Mammarella

Forse alla fine si dirà che nessuno lo ha visto (e se un cosa nessuno l’ha vista non esiste, si sa) e probabilmente il direttore di gara si sarà anche ben guardato dal riportarlo nel referto ufficiale riguardante l’incontro, ma il comportamento irrispettoso del capitano della Ternana, Carlo Mammarella, sotto la curva dei supporters della Viterbese dopo il gol che ha consegnato i tre punti ai padroni di casa nell’anticipo serale del Liberati non è passato inosservato ai più. Dopo la rete del compagno di squadra Vantaggiato, generoso regalo dei gialloblu che hanno cincischiato troppo con la palla e del direttore di gara che non ha fischiato un netto fallo su Errico, Mammarella è corso ad esultare scompostamente sotto la curva dei viterbesi portandosi prima le mani ai genitali e poi mostrando il dito medio in segno di scherno.

Andando a scomodare Freud, i più cinici potrebbero pensare che si sia trattato di un gesto, certo in ogni caso incomprensibile e ingiustificabile, di rivalsa. Perché magari, nonostante l’esperienza in diversi campionati e la prestigiosa carriera, Mammarella non ha ancora superato il trauma dei play out del 2005, quando negli anni della C2 la Viterbese condannò il suo Tolentino alla retrocessione in serie D. Chissà. Fatto sta che un comportamento simile non è certo l’espressione dell’eleganza di un vero capitano, quello che per primo dovrebbe dare l’esempio. Quello che in Lega spesso convocano per utilissimi convegni su fair play e lealtà sportiva.

Che la partita tra Ternana e Viterbese fosse sentita dalle due tifoserie contrapposte non è una novità. Rossoverdi e gialloblu si sono rimpallati sfottò per tutta la gara da una parte all’altra degli spalti del Liberati. Ma un giocatore con la fascia da capitano che volontariamente va sotto la curva ad aizzare il pubblico ospite, ad umiliarlo e a provocarlo rischiando di innescare reazioni incontrollate e non certo auspicabili, andrebbe sanzionato in altra sede. Senza se e senza ma.

A meno che non ci si beva la favola che per un reale rispetto tra avversari bastino gli utilissimi convegni sul fair play di cui sopra.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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