martedì, 3 Agosto, 2021

Calcio e nuvole, quando la nostalgia non è una canaglia

‘Non si sentì rassicurato, sentì invece una grande nostalgia, di cosa non saprebbe dirlo, ma era una grande nostalgia di una vita passata e di una vita futura, sostiene Pereira’ (cit. “Sostiene Pereira”, Antonio Tabucchi, scrittore, 1943-2012)

La nostalgia è una canaglia, a meno che non funzioni da volano per proiettarsi nel futuro. Il presente andrebbe vissuto come un passaggio momentaneo, un attimo fuggente. Tutto ciò che noi siamo, è ciò che siamo qui e ora.

Hic et nunc, come dicevano i latini. L’Hic et nunc è il punto delle nostre vite in cui convergono passato, presente e futuro. I sogni non muoiono mai. Gli umani hanno un disperato bisogno di sogni.

Anche se la realtà sembra portarsi via tutto quanto abbiamo (faticosamente) costruito, si riesce a trovare dentro di noi la forza per andare avanti. Per ricominciare da capo. Sempre e comunque.

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DI Sergio Mutolo

Innamorato da una vita della Viterbese, prova a tenere viva in rete la 'grande 'storia del club'. Direttore responsabile di Calciopress su Cuori Gialloblu si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare riferimento alla Serie C, sempre dal punto di vista dei tifosi.

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