domenica, 23 Febbraio, 2020

Cuori Gialloblù saluta Amaranto Magazine

Ieri ha chiuso i battenti un sito web attivo da 13 anni, che ha incrociato spesso i destini delle maglie gialloblù. Parliamo di Amaranto Magazine, pregevole portale online diretto con grande maestria da Andrea Avato. Un vero punto di riferimento della tifoseria amaranto e di tutti gli addetti ai lavori che si occupano del bistrattato calcio di terza serie nazionale.

Leggendo il lungo messaggio di addio che Andrea Avato ha voluto riservare ai suoi affezionati lettori abbiamo pensato a quando, molti anni fa, decidemmo di chiudere il sito ufficiale della Viterbese (del quale siamo stati i curatori dal 2003 al 2007). Un’epoca giurassica, a dirla tutta, rispetto al calcio moderno che ha preso forma in questi anni.

Possiamo solo immaginare l’amarezza di Avato nel tagliare il cordone ombelicale che lo ha legato a una creatura costruita nel corso del tempo con amore, cura quotidiana, passione e straordinaria professionalità. La stessa che provammo noi allora, quando si materializzò la decisione di chiudere il sito al quale avevamo dedicato molta parte delle nostre giornate.

Vorremmo condividere con i nostri lettori due passaggi molto significativi dell’addio di Andrea Avato. Parole nelle quali ci riconosciamo integralmente, salvo modifica del nome della città e del colore delle maglie. Rappresentano il tramite della grande stima che nutriamo per lui. Il manifesto di ciò che dovrebbe rappresentare un sito interamente dedicato al club (e non solo) che ci si porta dentro da una vita.

  • Mi hanno chiesto di frequente, in questi tredici anni, se non fosse folle dedicare un sito esclusivamente all’Arezzo, che tanto il calcio è roba di bassa lega (in questa città poi…), che non siamo mai stati in A e “cosa ci sarà mai da raccontare?”. Ho sempre risposto che il vero provincialismo è criticare in modo masochista noi stessi, la nostra identità aretina, le nostre passioni: e quindi sì, era folle ma ne valeva la pena. Ne è valsa meravigliosamente la pena.
  • Ho sempre creduto che il pallone sia un argomento nobile, che smuove le coscienze. Non è vero che scrivere di sport è banale e che basta mettere in fila due bischerate per assolvere il compito, anche se c’è chi s’improvvisa, campa d’incompetenza, ne va fiero e magari è convinto pure di saper fare il suo mestiere. Penso che alla gente, ai tanto bistrattati tifosi, quelli che si sentono chiedere ”ancora vai a vedere l’Arezzo?”, da molti sciocchi considerati lettori di serie B, vada proposta un’informazione corretta, puntuale, cercando di spiegare la realtà per com’è e provando ad analizzarla, a interpretarla. Non solo cronaca e gossip da due soldi, serve qualcosa di diverso, serve un minimo di profondità. In tutti questi anni, Am ha tentato di seguire questa linea e adesso, di fronte all’eventualità di non poterlo fare più, è giusto calare il sipario

L’avventura di Cuori Gialloblù è cominciata solo da un anno. E però, credeteci sulla parola, ogni giorno è sempre più complicato e aspro essere il contenitore di storie che hanno preso troppo spesso una piega amara. A causa di vicende extracalcistiche che sono riuscite a contaminare le tante cose belle che si sono succedute e delle quali avremmo voluto parlare. Una montagna, da scalare ogni mattina, che ha fatto traballare la leggerezza e la profondità che sono il presupposto per raccontare il calcio (anche quello di serie C) in modo non banale e meno provinciale.

Speriamo sinceramente che le cose, comunque vada, cambino radicalmente. Raccontare la “grande storia del club”, perchè per noi la Viterbese è il club per eccellenza, è la cosa più bella del mondo. In quanto a noi continueremo a farlo, fino a quando l’entusiasmo ci sorreggerà. Per amore. Solo per amore verso le maglie gialloblù.

Sergio Mutolo
Stefano Cordeschi

DI Redazione

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