mercoledì, 20 Ottobre, 2021

Dal Canto a rischio ma non molla: “L’impegno non basta più, bisogna trovare i risultati”

Non farà un passo indietro, ma la sua permanenza sulla panchina della Viterbese dopo l’ennesima sconfitta, stavolta ad opera del Cesena, è ovviamente a rischio. E Alessandro Dal Canto – confermato al suo posto una settimana fa, insieme al ds Mauro Facci, dalle parole distensive del presidente Marco Arturo Romano, ma comunque sotto osservazione – lo sa, e non cerca alibi. Ma non intende mollare.

“Non ho pensato a fare un passo indietro, è una questione di principio del lavoro – afferma il mister della Viterbese -, nel senso che se vedo che la squadra non risponde e non segue quello che facciamo in settimana, se perdo il governo de gruppo, allora faccio sì un passo indietro. Ma questo ad oggi non succede. Incappiamo in risultati negativi, ne rispondo io quindi mi aspetto di tutto. È chiaro che dopo tre sconfitte consecutive la società è libera di fare le proprie valutazioni, io dal punto di vista del mio lavoro sono sereno perché spendo tutto quello che posso spendere, mi ci dedico a tempo pieno. Il massimo che posso fare lo sto facendo, vivo questa situazione in maniera sufficientemente serena”.

Dal Canto poi analizza una gara che, anche rispetto alle precedenti, la Viterbese non meritava certo di perdere ma non è riuscita a vincere né a riprendere dopo lo svantaggio ad opera di un Cesena non certo imbattibile. “Ci siamo messi a tre dietro perché un segnale di sicurezza andava dato ai giocatori – spiega -, però non credo che si riduca tutto a una questione di modulo, sennò ci si mette sempre a cinque e le partite le raddrizzano tutti. Abbiamo un deficit grave oggi, ad ogni occasione che concediamo agli avversari prendiamo gol. Come se ne esce? Non c’è una medicina, non c’è una scintilla, c’è che dobbiamo lavorare e trovare o risultati, perché senza quelli parliamo di niente”.

Delle due l’una, però: se non è il modulo il problema sono gli uomini. Il che rende la soluzione a questa difficile situazione ancora più complicata. “Apparentemente no, non lo è – risponde Dal Canto -, perché non vedo deficit gravi relativamente alle caratteristiche che abbiamo. Ci sta che non ci sposiamo bene tutti insieme, questo può essere, qualcosa cambierò anche per la prossima gara”.

E alla domanda sul mercato e sul se la rosa che ha a disposizione sia quella auspicata a inizio stagione, l’allenatore della Viterbese precisa che “non ho preteso Tizio, Caio o Sempronio, abbiamo avuto idee comuni con la società, tentiamo di essere sostanzialmente aggressivi e di giocare quando l’avversario ce lo permette – afferma -. Non è che io faccio chissà cosa o avevo bisogno di chissà quali giocatori, sono contento di tutti quelli che ha preso la società perché li abbiamo condivisi tutti. Speravamo in un inizio migliore, ma se il campo dice così la dobbiamo rimediare noi, per primo io e poi i giocatori perché siamo i diretti responsabili”.

“Nel primo tempo siamo stati un po’ timorosi perché venivamo da nove gol subite in tre partite, è normale che la squadra fosse in tensione, chi ha giocato a pallone lo sa cosa passa per la testa di un giocatore quando le cose non vanno bene – aggiunge – . Nel secondo tempo non è che siamo stati più spregiudicati, è che abbiamo benzina e la squadra ha tenuto un ritmo alto, è venuta fuori alla distanza come ci succede spesso. Però nel nostro momento migliore non siamo riusciti a sbloccare il risultato. È anche la seconda partita in cui non facciamo gol, oltre a prenderne qualcuno di troppo dietro: oggi ho preferito confermare il modulo con tre giocatori offensivi di qualità, però come tiriamo la coperta diventa corta e ci dobbiamo fare un esame di coscienza tutti, io per primo. Non sono uno di quelli che credono che il lavoro paga, è una stronzata atomica. Pagano la fame e la voglia di tirarsi fuori da situazioni difficili: lavorare lavorano tutti, impegnarsi si impegnano tutti, ma a noi oggi impegnarci non ci basta più, dobbiamo fare qualcosa in più tutti perché riguarda tutti, anche se se oggi dovessi fare un appunto ai giocatori non potrei perché la squadra ha fatto una partita maschia, giusta”.

Infine l’allenatore gialloblu si toglie un sassolino dalla scarpa passa all’attacco di un suo giocatore. “Nei momenti di difficoltà non mi piacciono le scenate – dichiara -, non mi piace l’egoismo e non serve che entri nel particolare. Se pensiamo che un giocatore da solo possa essere invulnerabile o risolvere le partite abbiamo sbagliato binario, è meglio che quel giocatore rientri in carreggiata immediatamente. Siccome non ho mai mandato a quel paese nessun giocatore dentro il campo, non voglio essere mandato a quel paese. Dò e pretendo rispetto al di là del risultato, auspico un intervento immediato”.

Il mister non fa nomi, ma l’identikit del destinatario delle critiche sembrerebbe essere quello di uno dei tre attaccanti, due dei quali – Volpicelli e Capanni – hanno avuto qualcosa da ridire quando sono stati sostituiti. Un nervosismo che ci può stare viste le circostanze ma che in questo momento non fa bene alla Viterbese.

DI Eleonora Celestini

“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

Leggi anche

Viterbese – Grosseto, ecco i giocatori convocati da Raffaele

Sono 24 i calciatori convocati da mister Raffaele per Viterbese-Grosseto, gara valida per l’ottava  giornata …