martedì, 21 Settembre, 2021

Dal Canto preoccupato: “Non abbiamo vinto un contrasto”

Scuro in volto, mister Alessandro Dal Canto a fine gara mostra preoccupazione. E non solo per la sconfitta dei gialloblu all’esordio casalingo con l’Imolese, con un pesante passivo: 0-3. Ma perché, da esperto uomo di calcio quale è, sa bene che qualcosa nella sua Viterbese non gira. E sta a lui trovare la soluzione.

Sotto accusa in casa gialloblu c’è soprattutto il reparto difensivo, completamente rinnovato rispetto allo scorso anno, eccezion fatta per il portiere Riccardo Daga: certo, è ancora presto per le sentenze, ma sei gol in due gare, presi con una facilità disarmante, destano preoccupazione e fanno finire sul banco degli imputati D’Ambrosio e compagni. Ma a centrocampo “non si vince un contrasto” dice lo stesso Dal Canto, quindi la responsabilità dell’avvio deludente del campionato della Viterbese va probabilmente ricercato anche sulla mediana.

“Abbiamo subito un gol con troppa facilità e a differenza di domenica scorsa a Fermo non siamo riusciti a rimetterla in piedi – dice il tecnico gialloblu nel dopo partita, con estrema onestà e lucida capacità di analisi -, anche se sul 2-0 abbiamo avuto un’occasione clamorosa per riaprirla con Calcagni. La cosa più preoccupante è che denotiamo una fragilità pazzesca nel subire gol. Questo può avere una doppia lettura: o abbiamo qualche problema, e lo valuterò nelle prossime partite, oppure oggi non abbiamo avuto la stessa cattiveria agonistica dell’Imolese. E per cattiveria agonistica intendo che non abbiamo vinto un raddoppio, un contrasto e dopo 10 minuti abbiamo avuto tre palle gol: ho la sensazione che la squadra abbia avuto l’impressione che potesse metterla in riga facile”.

E invece no. “Dobbiamo capire per prima cosa che siamo una squadra di bimbi – incalza l’allenatore gialloblu -, non ci possiamo permettere il lusso di pensare che siamo bellini, perché oggi diamo l’idea di essere bellini da vedere ma non concreti”.

Dal Canto cerca una spiegazione a quanto accaduto anche nella scelta dell’assetto tattico, con lo schieramento dal primo minuto del tridente Murilo, Volpicelli, Capanni. “Forse aver messo i tre attaccanti che hanno risolto la gara di Fermo ha indotto i giocatori a pensare di avere la sicurezza di far gol anche oggi, ma nel calcio non è così” spiega. E in effetti l’atteggiamento scarico e molle con cui la squadra si è presentata in campo nella seconda frazione di gioco lascia pensare ad una certa superficialità nell’affrontare un’avversaria tosta che ci ha creduto di più. “I giocatori hanno patito anche qualche mugugno dell’ambiente intorno – svela il mister della Viterbese – ma noi dobbiamo andare oltre, perché il pubblico può anche mugugnare perché non sblocchiamo il risultato ma il giocatore deve stare concentrato e tentare di fare quello che deve, perché la partita si può risolvere anche al 90’ su una palla ferma, non è che pensiamo di essere il Brasile e vinciamo 3-0 contro tutti. Non è così. Dobbiamo fare un passo indietro perché, ripeto, quando vedo che nessun giocatore vince contrasti o raddoppi vuol dire che il problema è stato generale. Probabilmente non sono stato nemmeno sufficientemente bravo io a far capire l’importanza della partita. Non c’entra l’avversario, c’entra che quando si può le partite si deve tentare di vincerle”.

Se la Viterbese ha un problema strutturale nei reparti (difesa e centrocampo) o individuale Dal Canto dovrà scoprirlo in fretta. Perché il nodo è tutto lì. “Qualcosa di diverso lo proveremo, ma non è detto che anche quella poi sia la soluzione – conclude -. Oggi abbiamo preso due gol a squadra schierata, non abbiamo lasciato campo libero, terzo gol a parte. Eppure basta una palla oltre la linea è ci fanno gol. Senza tanta fatica. Questo ci deve innervosire”.

DI Eleonora Celestini

“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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