Gli alibi sono finiti – Viterbese Calcio – Cuori Gialloblu
mercoledì, 19 Dicembre, 2018
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Gli alibi sono finiti

Non mi è ancora passata. E il fatto che la Viterbese giochi già domani un’altra gara, il recupero contro il Bisceglie, non mi allevia la gastrite post Trapani. Perché – l’ho detto a caldo e lo ripeto – i gialloblu la vittoria domenica l’hanno buttata. Per diversi motivi, a mio avviso, ma soprattutto per mancanza di coraggio.

Da parte della squadra, in primo luogo, che nonostante abbia tenuto per circa 70 minuti (ma non vi fidate delle ricostruzioni fantasiose di certi cronisti troppi ottimisti: la Viterbese non ha fatto la partita perfetta, ha giocato per la maggior parte dei minuti regolamentari una gara onesta, senza rischiare, ripartendo in contropiede contro una squadra che ha però tenuto sempre il pallone a centrocampo e che è emersa solo quando ha deciso di spingere per pareggiare), dà sempre la sensazione di non sapere cosa farci col pallone e non è mai in grado di tenere i nervi saldi ed evitare cazzate che poi costano care.

Da parte di mister Sottili, in secondo luogo, un tecnico che personalmente stimo e che trovo preparato, ma che non capisco quando rinuncia a giocare, togliendo le punte e inserendo una sfilza infinita di terzini. A difesa di cosa, poi, non si capisce, dato che è una regola non scritta del calcio quella di beccare gol quando rinunci volontariamente al gioco offensivo. Il mister ha ragione quando dice che Vandeputte e Pacilli non ne avevano più, ma toglierli insieme è risultato letale, soprattutto col trapanese Costa Ferreira che giocava in un ruolo non suo e che avrebbe invece dovuto essere attaccato di continuo. È anche vero che chi è entrato non ha dato quello che ci si sarebbe aspettati: sotto accusa c’è soprattutto Palermo, apparso indolente e certamente poco incisivo, ma è doveroso sottolineare che il giocatore non ha propensione offensiva, non è una seconda punta né un trequartista. Impiegarlo in un ruolo non suo non aiuta a tirarne fuori le qualità migliori. Dire, inoltre, che l’apporto della panchina non ha dato nulla alla squadra nel momento del bisogno equivale ad ammettere che l’estate scorsa la Viterbese ha completamente sbagliato il mercato, oltre alla preparazione atletica. E speriamo che gennaio non sia troppo tardi per metterci una pezza e correggere gli errori.

Quello che è stato è stato. Due mesi di inattività forzata e alla luce dei fatti oggi anche incomprensibile, hanno pesato oltremodo e non poteva essere altrimenti. Ma alla Viterbese spesso in campo sembrano mancare coraggio e intensità, necessari invece per tirarsi via dall’ultimo gradino della classifica.

Cominciare a ragionare in termini di salvezza matematica piuttosto che di griglia play off credo sia al momento una scelta saggia: la stagione è compromessa, per lo meno per ciò che concerne le aspirazioni e le velleità iniziali, e l’alibi del “tanto c’è tempo” dopo 7 partite regge più poco. Perciò quella con il Bisceglie sarà già una gara dal sapore di scontro salvezza. Guai a considerarla in altro modo. E a scendere in campo rinunciando al coraggio del leone.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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