martedì, 19 Ottobre, 2021

La bellezza del calcio nasce dall’allegria di giocare per giocare.

Un giornalista chiese a Dorothee Sölle: ‘Come spiegherebbe a un bambino che cos’è la felicità?’. ‘Non glielo spiegherei’, rispose la teologa tedesca, ‘gli darei un pallone per farlo giocare’.

Il calcio sa trasmettere gioia pura e collettiva. Lo dimostra questo fantastico >>> VIDEO.

Lo conferma l’entusiasmo popolare suscitato in queste settimane, dalle generose prestazioni offerte dalla Nazionale di Roberto Mancini nel Campionato Europeo.

C’è un libro che qualsiasi appassionato di letteratura (e di calcio) metterà sempre nella classifica dei dieci più belli mai scritti attorno al mondo del pallone.

È “Splendori e miserie del gioco del calcio”, pubblicato nel 1997 dallo scrittore e storico uruguayano Eduardo Galeano (Montevideo, 1940-2015). Una lettura preziosa per chi ama il genere, e non solo. Un classico. Da tenere sul comodino, a portata di mano.

La storia del calcio è un triste viaggio dal piacere al dovere. A mano a mano che lo sport si è fatto industria, è andato perdendo la bellezza che nasce dall’allegria di giocare per giocare. Il calcio professionistico condanna ciò che è inutile, ed è inutile ciò che non rende. E a nessuno porta guadagno quella follia che rende l’uomo bambino per un attimo, lo fa giocare come gioca il bambino con il palloncino o come gioca il gatto col gomitolo di lana”.
(Eduardo Galeano, ‘Splendori e miserie del gioco del calcio’).

DI Sergio Mutolo

Innamorato da una vita della Viterbese, prova a tenere viva in rete la 'grande 'storia del club'. Direttore responsabile di Calciopress su Cuori Gialloblu si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare riferimento alla Serie C, sempre dal punto di vista dei tifosi.

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