lunedì, 6 Luglio, 2020

Neglia, ‘bomberino’ del trio delle meraviglie

È tra i giocatori più rimpianti dai tifosi viterbesi. Il Bomberino lo aveva battezzato Dino Pagliari, realizzatore dal formato tascabile, autore di alcune tra le più belle giocate e dei gol più spettacolari della recente storia gialloblu.

Samuele Neglia, seconda punta classe 1991, oggi attaccante di quel Bari che domani al San Nicola affronterà la Viterbese in una sfida inedita senza precedenti, arrivò a Viterbo come under nell’autunno 2014, svincolato. Di quel giovane di Salerno, minuto e poco conosciuto a queste latitudini, si diceva un gran bene e il Bomberino non tardò a dimostrare il suo valore, conquistandosi una maglia da titolare nel tridente d’attacco con Andrea Saraniti e Matteo Pero Nullo. Il trio delle meraviglie.

Giocate tecniche di altissimo livello, scambi, partenze in velocità, dribbling e fantasia: Samuele Neglia a Viterbo ha lasciato il segno con 33 gol in tre stagioni, 13 segnati solo nell’anno del ritorno della Viterbese in serie C, nel 2016. Neglia, infatti, fece parte di quel gruppo di giocatori-eroi che, guidati da Federico Nofri Onofri in panchina e con la famiglia Camilli al comando, vinsero tre anni fa prima il campionato di D e poi la poule scudetto. Ricordi indelebili per i tifosi, a cui il ragazzo di Salerno è rimasto nel cuore.

Ragione e sentimento, pallone e libri. Eh sì perché il calcio non è l’unica passione di Samuele Neglia, che ai tempi di Viterbo studiava anche all’università per laurearsi in psicologia. Ma non sono state tutte rose e fiori per lui negli anni alla Palazzina: nella prima stagione in C, proprio con lo stesso Giovanni Cornacchini che oggi lo allena a Bari, fu lasciato spesso in panchina, inspiegabilmente, pur essendo il miglior realizzatore gialloblu, sempre autore di ottime prestazioni. Misteri del calcio.

E poi il divorzio – doloroso, sofferto – dalla sua amata Viterbese, a giugno 2017, con quella chiamata per il rinnovo che il giocatore aspettò a lungo ma che da parte dei Camilli non arrivò mai. Il triennale a Siena – inconcepibili e ingenerosi i fischi che la tribuna centrale del Rocchi gli tributò senza un senso nella gara coi bianconeri – e poi l’occasione che il ragazzo aspettava e meritava: Bari, il San Nicola, la società dei De Laurentiis, la vittoria in scioltezza del campionato di serie D e il ritorno tra i professionisti con una squadra di categoria superiore – allenata dal quel Giovanni Cornacchini che a Viterbo non lo faceva giocare -, accreditata come ammazzacampionato, in cui Samuele Neglia avrà modo di dimostrare che merita di giocare nonostante l’agguerrita e titolata concorrenza. In ogni caso, vada come vada, gli applausi per lui non mancheranno.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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