Psicodramma gialloblù – Viterbese Calcio – Cuori Gialloblu
mercoledì, 19 Dicembre, 2018
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Psicodramma gialloblù

Si gioca al Rocchi, con il Bisceglie, la terza partita di recupero di un campionato che non poteva essere più anomalo per la Viterbese. Le altre due sono state malamente perse in casa della Juve Stabia e del Matera.

Dopo quello con i pugliesi mancheranno all’appello ancora sei recuperi, tre al Rocchi (Reggina, Monopoli e Cavese) e tre in trasferta (Siracusa, Virtus Francavilla e Catania). Per completare il girone di andata restano poi da giocare altri quattro turni, due in casa (Potenza e Paganese) e due fuori (Catanzaro e Rende).

Nel frattempo il girone di ritorno già incombe. Inizierà a gennaio 2019 con la trasferta in casa della Sicula Leonzio, appena due mesi dopo la sconfitta subita al Rocchi il 6 novembre scorso. Ciò significa che alcune gare di recupero slitteranno al prossimo anno, intrecciandosi con quelle di campionato e obbligando la Viterbese ad affrontare due volte in tempi ravvicinati la stessa squadra.

Una situazione paradossale. Un caos cosmico. Un fardello pesantissimo da trascinarsi dietro. Un handicap che, verisimilmente, costringerà a un sostanziale cambio di programmi e di obiettivi. Tutto a causa di uno stop durato troppo a lungo per non lasciare cicatrici che la ristrettezza dei tempi rende difficili da rimarginare.

I due staff tecnici che si sono succeduti, uno subito disarcionato e l’altro ancora in sella, non sono stati certo ineccepibili nella gestione di una situazione pur complessa e molto kafkiana. Lo scaricabarile delle rispettive responsabilità è già mestamente in atto.

I giocatori in rosa, che promettevano sfracelli, sono da subito apparsi inadeguati rispetto al marasma agonistico determinato prima da un interminabile stop e poi dallo stress di giocare una partita ogni tre giorni.

Uno psicodramma all’interno del quale il peso delle responsabilità è finito per cadere interamente sulle spalle dei giocatori della vecchia guardia. La conferma viene dal primo tempo con il Trapani. I “vecchi” hanno saputo tenere alla grande il pallino del gioco. Questa è la prima buona notizia, perché c’è un gruppo sul quale si può contare.

La seconda buona notizia è la risposta dei tifosi. In casa e in trasferta non hanno fatto mai mancare il loro sostegno a una squadra che ha toppato tutte le promesse agostane, offrendo prestazioni inconsistenti che hanno portato a risultati mediocri. Fino a un autoconfinamento stabile nell’ultima e scomoda posizione della classifica.

La Viterbese è ormai staccatissima dai piani alti del girone, come conferma la crudezza dei numeri  >>> leggi QUI. Accade però che il senso di appartenenza stia lievitando, in modo altrettanto paradossale, proprio in una fase critica della “grande storia del club”.

Ci sono dunque buone basi da cui ricominciare, a patto che la società non dia seguito al minacciato disimpegno. E si schieri, senza se e senza ma, a fianco di tifosi innamorati pazzi delle maglie gialloblù.  

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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