sabato, 26 Settembre, 2020

Reggina-Viterbese, il rigore che non c’era

Sarà per la sudditanza psicologica che, non lo si può negare, incute alle giacchette nere lo straordinario pubblico del “Granillo”. Sarà per la scarsa preparazione dei direttori di gara, alle cui gesta purtroppo da addetti ai lavori e da tifosi assistiamo impotenti domenica dopo domenica. Sarà perché, e anche questo è un dato oggettivo, solo nel girone C (che peraltro geograficamente non compete ai gialloblu, chiamati solo a fare da tappabuchi al Sud per carenza di compagini territorialmente più vicine al Meridione) si vedono squadre che, specie se in vantaggio, passano la metà del tempo regolamentare in terra, a buttare palloni in campo dalla panchina, a interrompere di continuo il gioco con il benestare di direttori di gara probabilmente non all’altezza.

Sarà come sarà, sta di fatto sta che per il secondo anno consecutivo è un errore arbitrale che decide l’incontro tra Reggina e Viterbese a Reggio Calabria. Senza polemica alcuna diciamo chiamo che la Reggina gioca il miglior calcio del girone, è prima con merito e non ha alcuna responsabilità negli errori degli arbitri. Però domenica scorsa ha vinto contro la Viterbese per un errore arbitrale, decisamente grossolano. E non è la prima volta. Si pensava di averle viste tutte a gennaio scorso con il gol fantasma del reggino Tulissi, quando il direttore di gara Fontani di Siena convalidò una rete inesistente, con la palla che rimbalzò davanti alla riga di porta senza varcarla, dopo aver sbattuto sul palo. Un errore clamoroso indegno di un arbitro professionista.

E invece a distanza di 11 mesi ecco che la storia si ripete: dopo una partita di sostanziale equilibrio, con la Viterbese di Calabro tra le poche compagini ad aver impensierito la capolista di mister Toscano, è solo l’intervento del direttore di gara Daniele Perenzoni di Rovereto a decidere all’85’ le sorti dell’incontro con un penalty, poi trasformato da “El Tanque” Denis, che definire generoso è un eufemismo.

Perché riteniamo che l’arbitro Perenzoni abbia fatto un errore costato estremamente caro alla Viterbese? Non tanto per aver fischiato rigore dopo che l’azione si era conclusa con il tiro di Paolucci finito clamorosamente fuori, ma semplicemente perché il portiere della Viterbese Vitali non commette proprio alcun fallo, non tocca l’avversario. Dai fermo immagine delle riprese televisive – e non dalle foto taroccate e senza il calcolo della prospettiva prese frettolosamente chissà dove -, analizzati più volte e fino allo sfinimento, è chiaro come il portiere gialloblu non intervenga fallosamente sul Paolucci. Anche perché se veramente l’entrata di Vitali gli avesse colpito il ginocchio con la gamba tesa in quel modo, il giocatore della Reggina avrebbe subito un danno estremamente più serio (per fortuna non è successo), sarebbe caduto e non avrebbe potuto concludere l’azione.

Diciamolo subito: un portiere più esperto non sarebbe uscito in quel modo su Paolucci, ma non si può certo gettare la croce sul giovane Vitali. Che comunque non lo tocca. Dalle immagini è chiaro come il pantaloncino di Paolucci non sia stato tirato: il giocatore si sbilancia in avanti, ma se avesse subito il fallo sarebbe caduto all’indietro. Nei fermo immagine lo scarpino di Paolucci è dietro alla coscia di Vitali, il tallone del portiere va oltre il ginocchio dell’attaccante. Al di là delle interpretazioni del regolamento sulla concessione del penalty, Vitali non commette fallo. E quindi quello non può essere rigore: la Reggina merita di vincere il campionato per i punti che ha collezionato, per la squadra che è e per la piazza eccezionale che rappresenta. Ma al “Granillo” domenica la Viterbese giovane e operaia avrebbe fermato la corsa incontrastata della capolista se non ci fosse stato un errore arbitrale grossolano. L’ennesimo, dopo quelli con Catania, Teramo, Ternana e Cavese, che costringe i gialloblu a perder punti salvezza per strada.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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