martedì, 29 Settembre, 2020
Foro di Luca Prosperoni

Roberto Pini, il calcio degli ultimi romantici

“Il calcio è come una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita”. La frase è tratta dal film “Forrest Gump” – il quale, in verità, si intendeva più di gamberi, di ping pong e di corsa che di cioccolato – e si riferiva alla aleatorietà della vita. Ma è una massima che può valere in ogni campo, specie quando quel campo è da calcio e tu del calcio ne hai fatto una ragione di vita. Anche se sei nato tre anni dopo l’uscita nelle sale cinematografiche di “Forrest Gump”.

Roberto Pini gioca tra i pali e difende la porta della Viterbese dal 2015. Ne ha fatta in questi cinque anni di strada il ragazzino – in realtà è sempre stato un ragazzone – classe 1997, che a soli 18 anni arrivò dall’Isola del Giglio, via Grosseto, a Viterbo, dove Piero Camilli lo aveva voluto ad ogni costo per difendere la porta della corazzata gialloblu che il primo maggio 2016 conquistò il campionato di serie D, riprendendosi un posto tra i professionisti. Roberto Pini di quella epica stagione fu uno dei protagonisti, tanto da guadagnarsi anche qualche convocazione nella nazionale azzurra di categoria. Un vero trionfo, suggellato con un contratto pluriennale col sodalizio di via della Palazzina e con un rapporto splendido di affetto reciproco con la gente di Viterbo. Che, nel bene e nel male, non dimentica. Mai.

A essere onesti, Roberto gioca poco nei suoi primi anni in Serie C a Viterbo: ha davanti un mostro sacro della categoria come Antony Iannarilli, farsi spazio non è facile. Ma lui si allena, si fa trovare pronto quando serve e si rivela decisivo (specie nel parare i calci di rigore) per la conquista della finale di Coppa Italia, persa poi dalla Viterbese con l’Alessandria. In tempi più recenti per lui arrivano l’esperienza in Sardegna, in Costa Smeralda con l’Arzachena in prestito per un anno, e l’amarezza per un ritorno alla base che il ragazzo avrebbe immaginato certamente diverso.

E’ l’estate del 2019, la Viterbese passa di mano e Roberto Pini ha 22 anni. Cioè non è più under, il suo impiego non porta più contributi per il minutaggio dei giovani. Triste destino che nella stagione 2019/2020 tocca ai nati nel 1997. Nel suo reparto la concorrenza è ampia, il giovane Vitali ben si comporta, gli dicono di andare altrove perché non fa più parte del progetto: accettarlo, però, per chi la maglia del leone la sente come una seconda pelle non è facile. Roberto non cede: resta e non si perde d’animo, pur masticando amaro. Attende la sua occasione, sa che prima o poi arriverà. E’ un calciatore professionista, conosce le regole del gioco e le rispetta anche quando si accomoda in tribuna. Si siede e aspetta, e nel frattempo si allena, si impegna, dimostra che di lui ci si può fidare.

La pazienza viene ripagata e arriva il giorno in cui il ragazzo dell’Isola del Giglio dalla scatola di cioccolatini pesca quello giusto. E’ fine novembre, mister Calabro lo chiama a difendere la porta gialloblu contro la Ternana. Il risultato non premia i gialloblu, ma la prestazione sì. E anche se si parla ancora di mercato per lui, Roberto gioca titolare anche contro il Bari, con la Viterbese che al “Rocchi” sfiora l’impresa, e nella vittoria col Picerno. E probabilmente sarà in campo dal primo minuto anche domani nel recupero con la Paganese.

Le valigie Roberto non le ha disfatte ancora, per sicurezza, che non si sa mai come finiscono certe storie. Ma la ruota per lui potrebbe essere girata di nuovo: sarebbe pronto, infatti, per lui un rinnovo biennale con la Viterbese. La SUA Viterbese. Manca nero su bianco, certo, ed è la cosa più importante, ma l’impegno della società a mantenere fede all’accordo preso verbalmente ci sarebbe. Una mossa di mercato utile in chiave tattica, perché si blinderebbe un ragazzo di talento ancora giovane, ma anche una scelta particolarmente paracula sul piano emotivo: Roberto Pini, infatti, è uno dei giocatori più amati dalla tifoseria, forse nella rosa attuale il più amato in assoluto. Confermarlo significa voler ascoltare una richiesta della piazza, che ha sempre dichiarato di preferire l’ipotesi di un rinnovo di Roberto piuttosto che il ritorno da Terni di Antony Iannarilli (la trattativa con il portiere di Alatri non si è mai concretizzata, anche se Ianna resta comunque tra i portieri più forti mai visti a Viterbo, ndr). Perché nel calcio degli ultimi romantici certi legami ancora contano.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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