martedì, 13 Aprile, 2021

Taurino scontento avverte la squadra: “Mettiamoci la testa, non siamo ancora salvi”

Se c’è un pregio che va riconosciuto a mister Roberto Taurino, oltre all’aver ricondotto la Viterbese in acque più tranquille rispetto a quelle in cui la squadra gialloblu navigava quando lui è arrivato, è che non ha peli sulla lingua. Che analizza sempre le gare con molta onestà e che quando c’è sottolineare qualcosa che non va non le manda certo a dire.

Il pareggio in extremis col Potenza ad opera di San Federico Baschirotto da Isola della Scala, per come si era messa la gara ci può anche stare, ma per quanto mostrato dalla Viterbese nel primo tempo il due pari allo scadere non può non lasciare l’amaro in bocca. Perché la sensazione che si ha è sempre quella di una Viterbese che avrebbe le potenzialità di fare di più, ma che spesso si accontenta.

Dopo il 2-2 col Potenza, per mister Taurino il bicchiere, pertanto, è più mezzo vuoto che mezzo pieno. “Per come l’abbiamo riacciuffata alla fine dovremmo essere felici ma non riesco a essere contento – ha detto il tecnico in sala stampa nel post gara -. Rivedrò la gara con calma, senza emotività, però nel primo tempo siamo abbastanza padroni del campo, tanto che resta il rammarico di non aver fatto il 2-0. I ragazzi lo meritavano. La cosa negativa che ci sta accadendo troppo spesso è che per quello che subiamo prendiamo troppi gol. Il nostro momento migliore era coinciso anche con una fase difensiva di grande attenzione e poche sbavature. Nelle ultime partite invece devo dire che commettiamo piccoli errori che ci compromettono le gare. E non è un problema di fase difensiva generale, ma alla minima situazione subiamo gol. E lo abbiamo preso oggi su una palla lenta, morbida messa là, per la quale la lettura è abbastanza semplice. Tutte sbavature che poi inevitabilmente paghi”. E ieri la Viterbese ha rischiato di pagarla davvero troppo cara.

“Non riesco a gioire nonostante l’abbiamo ripresa a tempo scaduto, non riesco a essere contento di questo pareggio – lamenta ancora il tecnico gialloblu -, perché la vittoria ci avrebbe avvicinato all’obiettivo salvezza, invece abbiamo sprecato un’altra occasione, un’altra partita. Quando prendiamo gol perdiamo sempre lucidità e non è possibile: il gol fa parte del calcio, dobbiamo continuare a stare in partita, a giocare. Non abbiamo mai una reazione di rabbia, veemente, accusiamo. E questo è un aspetto mentale che va migliorato e di cui parlerò domani coi ragazzi: glielo avevo già detto, ma si sta ripetendo ancora. La reazione emotiva al gol deve cambiare, altrimenti non possiamo fare grandi percorsi, è un dato di fatto”.

“Non è un problema fisico, la squadra sta bene – riprende Taurino, liberando il campo da dubbi sulla tenuta atletica della Viterbese -. Nelle situazioni difficili ci siamo tirati fuori da squadra e la fase difensiva era fatta con una grandissima rabbia e con decisione. Nel tempo abbiamo lavorato anche sulla costruzione e ci sono stati dei grossi passi avanti, gli avversari iniziano ad avere rispetto della nostra fase di possesso e del livello qualitativo del nostro gioco. Ora ci sentiamo belli, bravi, propositivi, si lascia spazio ad ingenuità mentali in fase difensiva. Ma per diventare una grande squadra nel divertimento bisogna dimostrare di essere gli stessi che difendevano in 11 sotto la linea di centrocampo. La Ternana questo fa, difende da squadra umile: ha stravinto perché sono stati fenomeni nell’atteggiamento, rabbiosi, la Ternana difende da squadra umile, gioca anche un calcio sporco se serve. Perché il calcio è questo. Ha stravinto uno straordinario campionato per questo”.

Per Taurino la Viterbese, invece, si è piaciuta troppo e si è innamorata di se stessa. “Noi nella crescita della fase propositiva abbiamo lasciato qualcosa a quella difensiva – ammette l’allenatore gialloblu -. Un dato? Noi facciamo pochi falli. Non dico cattivi, ma intelligenti, onesti, di gioco. Noi in questo manchiamo. Questo salto ci è mancato, ci stiamo lavorando ma non riusciamo a fare questo passo in avanti. Ci siamo adagiati sul gioco senza continuare a difendere come stavamo facendo quando abbiamo fatto i risultati. Perché? Perché lì avevamo il pericolo della retrocessione e la paura ti alzava troppo l’asticella. Oggi siamo più sereni, ma se un giocatore perde la rabbia perché ha vinto due partite non puoi fare il giocatore per altri traguardi. La mentalità fa la differenza e ti fa passare da una squadra normale a una grande squadra. Noi questo passaggio non lo abbiamo fatto e lo abbiamo pagato”.

Infine, l’allenatore della Viterbese lancia un importante monito ai suoi ragazzi. “E’ un errore sentirsi consapevoli di una salvezza raggiunta, questo alla squadra fa male – incalza in conclusione Taurino -. Ci sentiamo sereni, ma non dobbiamo perché la matematica ancora non ci dice che siamo salvi. Non siamo salvi, stiamo scherzando troppo, smettiamola e torniamo a vincere una partita. Bisogna ottenere la salvezza con merito, non perché facciamo quattro pareggi e le altre dietro rallentano. Io mi voglio salvare perché me lo merito, non speculando. Dobbiamo crederci, prepararci domenica prossima per vincere e salvarci con le nostre forze, perché ce lo meritiamo. E’ la testa che fa la differenza, su questo dobbiamo lavorare”.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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