sabato, 23 Ottobre, 2021

Taurino senza filtri: “La Viterbese ha una timidezza che non può appartenere ad una squadra di calcio”

Peli sulla lingua non ne ha. E si assume la responsabilità delle prestazioni imbarazzanti di una Viterbese che non riesce a riscattarsi da se stessa. E che naviga in acque sempre più pericolose. Mister Roberto Taurino ne ha per tutti nel dopo gara in sala stampa, e non fa sconti a nessuno.

“Purtroppo c’è poco di nuovo rispetto al solito. Ho visto troppe cose che non dovevano accadere – dice quasi sconsolato -. Se la prestazione è questa mi assumo le responsabilità perché io alleno questi ragazzi e perché la formazione e le scelte le faccio io. Però questo è il momento di prendersi un po’ tutti le proprie: avevamo detto che non potevamo mancare sotto l’aspetto dell’atteggiamento e per un’ora siamo stati troppo troppo timidi e impauriti. Capisco il momento, posso accettare i primi cinque minuti, poi si gioca a calcio e si fa quello per cui ci si allena in settimana. È inutile allenaresi dando anche la sensazione di farlo con piglio se poi arrivi la domenica e ti spegni così”.

Non le manda a dire, il mister, che mette nel mirino soprattutto la coppia d’attacco della Viterbese. “Non è solo una questione di qualità del gioco, è questione di voler vincere i duelli – incalza -. Ho visto cose fuori dal mondo, abbiamo fatto 30 fuorigioco in un’ora: ogni volta che giocavamo la palla avanti eravamo in off side, loro ci mettevano la palla sulle punte ed era punizioni contro, non abbiamo vinto nessun duello aereo pur avendo giocatori molto strutturati. È una timidezza che non può appartenere ad una squadra di calcio, e la rabbia più grande è che dopo che abbiamo preso il primo schiaffo in mezz’ora abbiamo creato più che nelle ultime due partite. Non è possibile dover prendere prima un pugno e poi provare a reagire. La strada lo insegna: chi mena primo mena due volte. Non si può aspettare di essere menati, perché poi può essere troppo tardi. Una volta che si va giù diventa difficile rialzarsi, specie in questo momento così complicato al livello mentale. Qui bisogna fare un passo avanti soprattutto al livello di testa”.

Giocare 15 minuti soli, dopo aver preso gol, per tentare di rimontare è una costante per i gialloblu, ma anche un lusso che non possono permettersi. “Poi diventa pesante perché dopo che si va sotto le altre squadre comunque hanno mestiere, si mettono lì – aggiunge -. Tu hai creato delle situazioni, ok, abbiamo sbagliato un gol col portiere battuto a porta vuota, un paio di volte ha fatto buone parate Fumagalli, ma poi diventa tardi, scorre il tempo e anche la tua prestazione si fa complicata. Non ci sta la prima ora di gioco: troppo timidi, a parte i soliti errori che facciamo e che sono troppi. Non si può far fallo da rigore col giocatore che sta uscendo dall’area. Gli errori sono troppi, dipendono da un problema mentale, non si è lucidi in questo momento ma bisogna risolverla questa situazione. Solo noi possiamo uscirne, dalle situazioni difficili se ne esce stando sul pezzo e dandosi una mano. Questo spirito che serve ora non è costante: in partita c’eravamo ma con troppa timidezza, si fa troppo poco rispetto al lavoro in settimana. Mi assumo le mie responsabilità, ma qua bisogna metterci qualcosa in più tutti”.

E che tutti non ci mettano tutto è evidente. E lo è non solo nella qualità dei singoli giocatori, tutti ampiamente sotto la sufficienza, ma soprattutto nell’approccio alla gara e al momento che la Viterbese sta vivendo. Un approccio sbagliato, ma per correggerlo i gialloblu non andranno quasi certamente nuovamente in ritiro. “Valutiamo, in questi casi non sai mai quale cosa possa essere la cosa giusta – aggiunge Taurino -. Si può fare il sergente di ferro, si può avere il pugno duro, ma alla fine serve di trovare la soluzione. E non sempre le soluzioni sono le stesse. Valutiamo insieme alla società come riaccendere il fuoco nei ragazzi. Non è un giorno in più o meno che cambia le cose, il ritiro doveva servire per stare tra di noi. Però poi ognuno ha diverse e reazioni. Di fatto c’è da cambiare registro in fretta, questa partita era non una finale ma importante, poteva segnare un cambio di passo per noi è invece ora ci ritroviamo con il morale più a terra di prima e in una situazione complicata”.

Alla Viterbese manca un leader, l’uomo che nello spogliatoio si fa sentire e trascina il gruppo. “Sparare sulla squadra ora è facile, è normale, i giocatori non si devono impermalosire perché non ci stiamo meritando altro in questo momento e dobbiamo subire le critiche in silenzio e lavorando – dice l’allentore -. Parlare ora non serve a nulla. Io penso che ci possano essere dei giocatori di personalità, come Bensaja, come Salandria. Anche dietro abbiamo giocatori esperti: è chiaro che ora i più grandi qualcosa in più devono mettercela anche nel trasportare i giovani”. Quel qualcosa in più che non è certo il comportamento di Rossi, il quale dopo una gara da dimenticare non ha gradito la sostituzione ed è andato anzitempo a fare la doccia negli spogliatoi. “Un messaggio brutto che però va contestualizzato – spiega -. Rossi sta soffrendo più di tutti questa situazione, perché è di Viterbo. Gli ho detto che capisco che giocare per la propria città non è semplice, ma non ci si può caricare tutte le responsabilità addosso. Deve pensare a fare solo il giocatore e a dare l’anima come tutti, ma non si deve caricare tutta la città sulle spalle. Deve stare più sereno e pensare solo a dare il massimo: se lui vive quest’ansia renderà sempre molto meno di quelle che sono le sue qualità. Capisco il suo disappunto nell’uscire dal campo, ora preferisco lasciarlo tranquillo poi ci parlerò. Ha sempre quest’ansia di voler fare, ma si deve concentrare sul fare poche cose fatte bene perché le sa fare. Se si fa prendere dall’ansia non fa bene neanche quelle”.

Ieri si è fermato anche De Falco per infortunio muscolare, ma è soprattutto sul mancato fraseggio tra le linee di Rossi e Tounkara che il mister punta il dito. “Un po’ ci è mancato – ammette -, proveremo a lavorarci. Le due punte devono metterci anche qualcosa di loro, dobbiamo essere mpiù bravi almeno a contenderla la palla. Lo so che non è facile coi difensori, ma se ogni volta che verticalizziamo sulle punte stanno in fuorigioco l’azione è già finita. Non mettiamo il muso fuori dalla metà campo, l’avversario la prende e ci rischiaccia. Ora recuperando tutti vediamo se c’è la possibilità di cambiare qualcosa, di provare soluzioni diverse. Ma il problema è tattico quando non si vincono i duelli”. Va detto però che né dalle corsie laterali né dal centrocampo arriva mai una palla giocabile per i due del reparto offensivo. “Ma il primo tempo di uscita te lo dà l’attaccante, se fa uno stop è scarico poi troviamo anche l’ampiezza per girarsi e attaccare l’area – spiega -. Se ci manca quel primo tempo anche gli esterni fanno fatica a salire. Il calcio è fatto di spazi e di tempi e questi tempi vanno dettati da tutta la squadra. Se sei in fuorigioco o perdi palla lo sviluppo dell’azione non c’è”.

Taurino non ne fa una questione di modulo, sebbene in 3–5-2 non funzioni affatto. Tanto che all’ingresso in campo di Simonelli, passando al 3-4-3, la Viterbese ha giocato meglio rispetto a tutte le 12 partite fino ad ora disputate. “Simonelli è giocatore importante, è rientrato ora, non aveva più di mezz’ora – afferma il tecnico della Viterbese -. Dobbiamo gestire bene i rientri per non perdere i giocatori un altro mese, non ce lo possiamo permettere. Simonelli sta meglio, non sarà il salvatore della patria però ci dà soluzioni diverse in fase offensiva”. Per cambiare modulo, scelta ormai obbligata, Taurino deve valutare chi ha a disposizione. “Ci stiamo anche lavorando ma in una settimana non posso dare 100 nozioni ai ragazzi – rivela -. Abbiamo cercato di cambiare qualcosina al livello di idea ma di mantenere quello che ci poteva sembrare all’inizio essere una certezza. Ma non si sta rivelando tale, alcune certezze non lo sono affatto. Recuperando qualcuno ci potrà essere qualche cambiamento”. E il cambiamento dovrà essere immediato, anche guardando a qualche svincolato sul mercato. “Vediamo – conclude Taurino -, se troviamo qualcosa che non abbiamo e fa al caso nostro il presidente è disponibile a intervenire, è delusissimo di questa situazione”.

DI Eleonora Celestini

“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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