venerdì, 17 Gennaio, 2020

Tifosi gialloblu, ‘first rays of the new rising sun’

La Viterbese naviga il mare procelloso di una serie C che somiglia a una telenovela. Una categoria negletta, data ciclicamente per spacciata, che a ogni inizio di stagione risorge dalle sue ceneri come l’Araba Fenice. L’elenco dei disastri che è stata capace di inanellare rasenta la vergogna, se solo si ha la pazienza di scorrere il numero incredibile di club che hanno dovuto ammainare bandiera anno dopo anno. 

Sulle cause di questo sfascio incombente si è scritto all’infinito (leggi, da ultimo, alla voce Catania). Non è il caso di ritornarci, qui e adesso. Nessuno è riuscito finora a eliminarle, per quanto siano chiare nella loro solare evidenza. In primis il superaffollamento dei club, che si sottraggono a vicenda lo spazio minimo vitale per restare a galla.

La disaffezione della gente, che alla lunga ha smesso di riempire i vecchi stadi della terza serie, è palpabile. Tuttavia la Lega Pro resiste, impavida, a ogni bufera.

Ciò accade perché il calcio rimane lo sport più seguito e amato dagli italiani. Cercare di spiegarne il successo significa riuscire a penetrare il peculiare rapporto che lega i tifosi a questo sport bellissimo. In particolare, il singolo individuo alla sua squadra del cuore. Un compito improbo, per gli addetti ai lavori che abbiano voglia di scandagliare una materia così scabrosa.

Perché si torna ogni volta a essere catturati dalla magia del pallone? Da dove nasce la spinta (quasi) irrefrenabile di andare comunque a toccare con mano che sta capitando alle maglie che da una vita ci portiamo dentro al cuore? Come mai questi colori non verranno mai traditi, lungo un’intera esistenza, a differenza di tutto il resto con cui capita di confrontarsi? 

Rimane un’impresa ai limiti del titanico spiegare, a chi è estraneo a questa (consapevole) follia, quale sia il fil rouge che tiene legati tanti milioni di appassionati a uno sport contaminato dal business e periodicamente travolto dagli scandali più atroci.  

Il fatto che la serie C venga data ogni anno per spacciata ma riesca invece a sopravvivere ai suoi stessi madornali errori, è niente altro che un miracolo. Un prodigio che si fonda sull’amore dei tifosi, probabilmente. Omnia vincit amor, sosteneva Virgilio.

I tifosi sono, da sempre, l’anima di questo sport bellissimo. First rays of the new rising sun, per dirla con il grande Jimi Hendrix. Non smetteranno mai di esserlo, accada quel che accada.

Cuori Gialloblu augura Buon Anno
a tutti i cuori gialloblu, vecchi e nuovi

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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