martedì, 13 Aprile, 2021

Viterbese, a Trapani e Catania per il futuro

Si decide in dieci giorni il destino della “banda Calabro”. Niente di nuovo, a dirla tutta, per una squadra che quest’anno è stata costretta a correre all’impazzata e condannata a navigare a vista.  

Le trasferte in terra di Sicilia saranno, verisimilmente, risolutive per il futuro del club gialloblù. Il raggiungimento degli obiettivi è in gran parte legato ai risultati del doppio confronto con il Trapani (campionato e Coppa Italia Serie C) e di quello al Cibali con il Catania.

Si comincia domenica al Provinciale. La squadra di mister Italiano è seconda in classifica. Confida in un cedimento della Juve Stabia, apparsa alquanto appannata nelle ultime giornate, per tentare la promozione diretta. In ogni caso ha tutte le intenzioni di giocare gli spareggi partendo da una posizione di assoluto privilegio.

Tre giorni dopo la Viterbese si trasferisce a Catania. Al Cibali andrà in scena una gara fortemente condizionata dal risultato di Trapani. Gli etnei allenati da Novellino sono attualmente terzi in classifica, a pari merito con il Catanzaro. Il loro andamento è quanto mai ondivago. Grandi prestazioni si alternano a giornate di black out.

Mercoledì 10 aprile, con l’intermezzo del turno di riposo (domenica 7 aprile) che consentirà di tirare un po’ il fiato, si torna a Trapani per la partita di ritorno della semifinale di Coppa di Lega. Da questo confronto uscirà l’avversario del “potente” Monza targato Berlusconi. Inutile insistere sul significato che il passaggio del turno potrebbe significare, in chiave playoff, per il club gialloblù. Una gara nella quale chi sarà chiamato a scendere il campo, questo è poco ma sicuro, darà il meglio di se stesso.

La squadra ha dimostrato nelle ultime partite di avere fiato da vendere, nonostante lo stress di partite giocate ogni tre giorni e la lista degli infortunati che si allunga pericolosamente. Al punto che nella Tuscia si parla ormai di zona Viterbese, piuttosto che di zona Cesarini. Il numero di gare che la “banda Calabro” riesce ad aggiudicarsi all’ultimo tuffo non fa che allungarsi.

Per carattere e storia professionale il mister è uno che a perdere non ci sta. Mai. A prescindere da chi gioca e da chi non gioca. A prescindere dal blasone dell’avversario. In base a queste premesse, come uscirà la Viterbese da questo trittico terribile? Lo scopriremo solo vivendo.

E però si deve essere ottimisti. Il gruppo è coeso e granitico. L’entusiasmo genera entusiasmo. Importa fino a un certo punto chi farà parte dell’undici titolare. Basta crederci. Occorrerà anche la buena suerte, ingrediente che nel calcio non può mancare.

In attesa degli eventi, quali che saranno, è doveroso un vibrante applauso. I giocatori e la società, che li supporta in modo totale, lo meritano in pieno. Se non altro, per le incredibili emozioni che hanno fatto vivere ai propri tifosi. La partita con il Pisa, sotto questo aspetto, è la stella polare di una stagione che resterà comunque indimenticabile.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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