sabato, 27 Febbraio, 2021

Viterbese, ai titoli di coda il dramma gialloblù?

– Niente sarà come prima se la Viterbese sarà ceduta in extremis. Ipotesi quasi avveniristica, in considerazione dello spazio striminzito a disposizione da qui al 24 giugno. Se ciò avverrà si tratterà di un acquirente quanto meno “dubbio” e “sospetto”. Di compratori “veri” non sembra ne siano transitati da queste parti. Né era possibile aspettarselo, visto che il percorso da seguire per portare a termine una trattativa di questo livello è di solito lungo e tortuoso. Un esito curioso e paradossale per una società sana, che non ha debiti, che ha in carico un congruo parco giocatori e che dunque dovrebbe essere molto appetibile nel marasmatico sistema calcio della terza serie nazionale. Il patron, che non ha ritenuto di dover comunicare attraverso canali ufficiali lo stato delle trattative, ha dato l’impressione finora che la voglia di passare la “sua” società in altre mani non l’ha mai avuta. Salvo prova contraria, purtroppo per i tifosi gialloblù.

– Niente potrebbe essere più come prima anche nel caso in cui Piero Camilli decidesse, entro il 24 giugno, di formalizzare l’iscrizione alla serie C guidata da Francesco Ghirelli. Una soluzione più che logica sotto il profilo sportivo, a tutela della creatura che lui stesso ha creato  e che non a caso si chiama Viterbese Castrense. Ma anche sotto l’aspetto imprenditoriale, a salvaguardia del capitale investito. Se pure questa eventualità si concretizzasse, lo strappo consumato con il territorio è stato troppo forte.

– Niente sarà più come prima, è superfluo sottolinearlo, se Piero Camilli deciderà di non iscrivere la Viterbese al campionato di Serie C. Un’ipotesi fantascientifica, che nessuno aveva neppure preso in considerazione (anche per le ragioni specificate sinteticamente in premessa). Un club sano e vitale decide di autoescludersi dalla categoria che gli compete per storia e tradizioni calcistiche? Un vero rebus. Sarebbe una mazzata inaudita per la città che, dopo la conquista della Coppa Italia, sembrava pronta ad abbracciare la causa gialloblù. Per il sindaco Arena e per la giunta comunale, che hanno investito soldi pubblici per la messa a norma del Rocchi rispetto ai criteri infrastrutturali richiesti perentoriamente dalla Lega. Per i tifosi, eterni Peter Pan che si illudevano di salire in serie B e si troveranno precipitati all’inferno.

In queste dolorose settimane tutto il contesto è stato lasciato galleggiare in un vuoto pneumatico. Nessuna notizia, nessun aggiornamento, nessun tentativo di aprire canali di comunicazione con chicchessia. Alla sensazione di sbandamento si è sommata via via quella di un abbandono alle onde del destino. Se la C saltasse oppure se il club fosse messo nelle mani di chi non garantisce risorse, sarebbe il punto più basso della ultracentenaria storia delle maglie gialloblù. Perché davvero non si intuisce la logica che sta dietro a queste determinazioni.

Ancora non riusciamo a credere che la Viterbese sparirà oppure che, in un’alternativa altrettanto amara, sarà lasciata in pessime mani. Non resta che aspettare il 24 giugno. Mentre scriviamo abbiamo un nodo alla gola, per le giornate drammatiche che ci sono state fatte vivere. Ci hanno già spezzato il cuore. A  prescindere da come finirà.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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