venerdì, 25 Settembre, 2020

Viterbese, alla ricerca dell’entusiasmo perduto

Essere regolari nei pagamenti dei propri dipendenti e di quanto dovuto allo Stato dovrebbe essere la norma per chi vuole fare impresa seriamente. La prima regola, la base. Una società di calcio, seppur composta in buona parte da entusiasmo e passione, è pur sempre e soprattutto un’impresa. Magari un’impresa molto dispendiosa e poco remunerativa, ma pur sempre impresa. Chi ci si mette sa bene a cosa va incontro.

Eppure – eccezion fatta per l’era Camilli da poco conclusasi – il tifoso della Viterbese negli ultimi 15 anni ha dovuto purtroppo imparare a convivere con l’apprensione e l’angoscia causate da scadenze non rispettate, penalizzazioni umilianti, stipendi non pagati, dubbi, incertezze, evasioni fiscali, fallimenti. Di proprietà in proprietà, spesso quella che avrebbe dovuto essere una regolare gestione dell’equilibrio finanziario gialloblu si è rivelata un baratro senza fine che in più occasioni ha assunto contorni grotteschi e persino tragici.

Tanto per rinfrescare la memoria a chi non ricorda la storia, gli esempi più lampanti possono riassumersi con quanto accaduto nelle estati del 2004 e del 2013. In mezzo, salvataggi societari sempre sul filo del rasoio e retrocessioni sul campo. Vicende che hanno azzerato almeno due o tre generazioni di tifosi e che hanno contribuito a far guardare sempre con sospetto i cambi al vertice del sodalizio della Palazzina. Insomma, i supporters della Viterbese hanno imparato giocoforza, negli anni, a tenere un occhio puntato sul campo e un altro verso quello che accadeva nella stanza dei bottoni del quartier generale gialloblu. Con diffidenza.

Non sono stati periodi facili, anzi. Però oggi il vento appare cambiato. E ci sembra giusto sottolinearlo. La Viterbese ha onorato con largo anticipo la scadenza di oggi, 16 ottobre, entro la quale andavano versati ai giocatori e ai dipendenti gli stipendi di luglio e agosto. Contestualmente sono stati pagati entro i termini previsti i contributi previdenziali e le tasse. Tutto sistemato prima della naturale scadenza. Nessuna penalizzazione all’orizzonte, nessuna anomalia di gestione.

Il primo esame è superato. Normale amministrazione in un’azienda che funziona, ma per le considerazioni fatte fin qui un minimo di ansia dopo il cambio di società estivo poteva essere lecita. La risposta migliore ai dubbi – e alle tante, troppe, chiacchiere che circolano negli ambienti gialloblu dipingendo scenari apocalittici – è l’affidabilità fin qui dimostrata dal presidente Marco Arturo Romano. Che è partito col piede giusto. Che sia proprio questa, insieme al maggiore radicamento sul territorio che si sta cercando di realizzare, la chiave per iniziare a riportare entusiasmo attorno alla Viterbese?

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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