venerdì, 5 Marzo, 2021

Viterbese-Arezzo, il cuore dentro le scarpe

Che Arezzo-Viterbese sarebbe stata una partita stregata, al netto della prova davvero deludente offerta in chiave tattica dalla panchina gialloblù, si è capito al 62’. Sull’1-0 per gli amaranto una mischia spaventosa in area toscana trasforma la sfera nella pallina di un flipper, senza che riesca a entrare nella porta avversaria. Un’occasione pazzesca, sfumata nel nulla.

E così la Viterbese resta con un pugno di mosche in mano al termine di un’azione convulsa che, incredibilmente, non si conclude con il gol del pareggio. Come a rigor di logica avrebbe potuto e dovuto essere, visto l’andamento della sfida fino a quel punto. Ma nel calcio la logica non è un fattore determinante per il risultato finale. Tutt’altro.

Il 3-0 di Arezzo è inusitato per quanto si è visto nell’arco dei novantacinque minuti. A mente fredda ne siamo ancora più convinti. È proprio questo il bello del calcio. La sua magia nasce dal fatto che, in un ristretto arco di tempo, può capitare tutto e il contrario di tutto. Nessun altro sport riesce a condensare così tante emozioni. A essere tanto bello, coinvolgente e avvincente.

L’esito della gara di andata costringe i ragazzi in maglia gialloblù a giocare stasera al Rocchi la partita della vita. Non saranno soli. Li sosterrà una città intera. I miracoli sono nelle corde di questo gruppo. Altri ne sono accaduti nel corso di una stagione frenetica, che per questo resterà impressa nella mente e nel cuore dei tifosi.

Pensiamo in Coppa Italia alle sfide con la Ternana, con il Pisa, con il Trapani. Oppure in campionato alle vittorie esterne con la Casertana e il Catania. Gare al cardiopalma, che hanno rischiato di far scoppiare le coronarie ai tifosi gialloblù. E non solo. Mettiamoci nei panni del Monza, che già si preparava ad alzare la Coppa prima di trovarsi inchiodato a una sconfitta terribile grazie al gol di Atanasov segnato in pieno recupero.

Per questa e per altre ragioni, non ultima la qualità e la fisicità di una rosa molto competitiva per la  terza serie nazionale, la parola fine non è stata ancora scritta. La doppia sfida può riservare ancora molte sorprese a ciascuna delle due contendenti, in positivo come in negativo. Il valore dell’Arezzo è fuori discussione, ma la  partita di stasera i ragazzi in maglia gialloblù dovranno combatterla soprattutto contro i fantasmi che si stanno portando dietro da domenica. Materializzati in quel 3-0 del quale ancora nessuno di loro riesce a rendersi conto.

Sarà il cuore a decidere le sorti di questa gara. Sarà il coraggio che scaturisce dalla paura di chiudere anzitempo una stagione nata sotto una buona stella, poi avviata verso un possibile naufragio e infine riscattata dalla Coppa Italia. Un risultato dovuto ai meriti di Antonio Calabro, fin troppo palmari per essere di nuovo sottolineati.

Sarà però anche, se non soprattutto, una questione di buena suerte.  Quella che ci è mancata al 62’ della partita di andata e che ha condizionato pesantemente l’esito finale. La fortuna aiuta gli audaci. I tifosi gialloblù vogliono vedere in campo undici giocatori con il cuore dentro le scarpe. Devono essere convinti loro per primi di potercela fare.

La notte del Rocchi sarà comunque magica, a prescindere. C’è da vivere un altro momento topico della “grande storia del club“. Sul libro del destino è tutto già scritto, lo sappiamo bene. Si tratta di avere pazienza. Di arrivare all’ultima pagina, sperando che il vento giri dalla parte giusta. In questo caso, ovviamente, la nostra.

…e  allora mise il cuore dentro le scarpe e corse più veloce del vento. Prese un pallone che sembrava stregato, accanto al piede rimaneva incollato. Entrò nell’area, tirò senza guardare e il portiere lo fece passare…(“La leva calcistica del ’68″, Francesco De Gregori).

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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