giovedì, 5 Dicembre, 2019
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Viterbese-Avellino flop, il Calabro-pensiero

La crisi è senza fine. E anche la pazienza dei tifosi è giunta al termine: dopo mesi di applausi alla squadra anche a seguito di sconfitte e prestazioni opache, ieri la Viterbese ha lasciato il campo del Rocchi tra i fischi e i rimproveri degli ultras della curva (che hanno avuto anche un civile faccia a faccia con i giocatori). Il ko contro l’Avellino (0-1) non è piaciuto al pubblico, né per il risultato né per la prestazione dei padroni di casa. I

La Viterbese, infatti, sembra stare attraversando un tunnel buio da cui non riesce a uscire. Contro gli irpini, che hanno vinto 1-0 con un unico tiro in porta a seguito di un errore della difesa gialloblu, la prestazione degli uomini di Calabro è certamente da dimenticare: scarichi, eccessivamente lunghi, senza idee, con difficoltà a costruire e ad andare in porta.

Forse piuttosto che parlare del premio per la conquista della serie B, annunciato dal presidente Marco Arturo Romano, sarebbe il caso di cominciare a guardarsi le spalle. Anche perché la quinta sconfitta consecutiva, quarta in campionato, pregiudica la posizione in classifica della Viterbese, scivolata a quattro punti dai play out. E domenica prossima in calendario c’è la trasferta proibitiva sul campo della capolista Reggina.

“Connettiamo errori tecnici dati dalla poca tranquillità – ammette nel post partita mister Antonio Calabro -. La serie B? Il presidente lo conoscete, dice di voler arrivare in serie A perché è la sua mentalità anche di imprenditore. Guarda sempre più avanti. Io penso che a questa squadra servano un’iniezione di fiducia e episodi che girino a favore e portino entusiasmo”.

Difficile pensare positivo, però, dopo aver visto una Viterbese senza idee, coi reparti slegati tra loro, in difficoltà in fase di impostazione, nell’appoggio e nella circolazione del pallone. E con interpreti non sempre all’altezza. Per l’allenatore gialloblu però l’analisi non è così impietosa. “Siamo delusi e arrabbiati perché non stiamo raccogliendo punti – dichiara -. Con la Cavese non meritavamo di perdere, con la Ternana meritavamo persino di vincere nel secondo tempo e oggi (ieri, ndr) con l’Avellino assolutamente non meritavamo di perdere, perché lo abbiamo fatto con un mezzo tiro in porta”.

“Siamo tutti amareggiati – aggiunge Calabro-, ma nel primo tempo l’Avellino ha tirato due volte su errori nostri. Volpe ha avuto due occasioni nei primi 45’, altrettante ne ha avute nel secondo tempo: vuol dire che qualcosa abbiamo proposto. In questo momento gli episodi sono decisivi in negativo: abbiamo sbagliato passaggi dove l’avversario non c’era, sono io che chiedo alla squadra di costruire dal basso e di non buttare via la palla. Nonostante l’Avellino sappia chiudersi bene, abbiamo creato. Poi è chiaro che se non pareggi presto più si va avanti e più la squadra i innervosisce”.

Con diversi cambi di modulo in corso d’opera, nel secondo tempo la Viterbese ha tentato debolmente di salvare il salvabile. Ma non ci è riuscita, grazie anche ad un gioco continuamente frazionato dagli avversari sempre a terra, come spesso accade nel girone C. “Ho schierato la squadra ripartendo dalle certezze del secondo tempo di Terni – svela l’allenatore della Viterbese -. Antezza ed Errico da esterno e da mezzala avevano fatto bene, lo schema tattico era quello. C’è amarezza, ma se devo fare un’analisi della partita dico che rispetto alla Cavese oggi per me siamo andati meglio. Oggi la Viterbese è una squadra che deve essere giustamente arrabbiata ma non sotto pressione, per trasformare la rabbia in energia positiva”.

La rabbia, però, è soprattutto dei tifosi, che per la prima volta hanno contestato con i fischi. “Fa male – conclude Calabro -, ma è giustificabile e comprensibile. Il tifoso esprime le proprie sensazioni in questo modo. I nostri supporters devono sapere che anche noi siamo arrabbiati perché non raccogliamo nulla, ma accogliamo il loro invito a invertire la rotta. Vogliamo farlo, ma serve entusiasmo. A Reggio andiamo a fare la nostra partita, con una squadra giovane che deve essere arrembante. Ma serve entusiasmo e quello arriva coi risultati. Oggi stiamo zitti, mangiamo merda e ci mettiamo al lavoro per invertire la rotta”.  

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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