mercoledì, 30 Settembre, 2020

Viterbese, “banda Calabro” e trance agonistica

La Viterbese vola oggi pomeriggio verso Trapani per giocarsi la prima delle due sfide con il club granata, quella valida per il campionato. La squadra non farà rientro a Viterbo. Dopo tre giorni scenderà sul terreno di gioco del mitico Cibali per incontrare il Catania. Inutile ribadire l’importanza di questi incontri, di cui abbiamo già parlato ieri diffusamente >>>>  LEGGI QUI.

La “banda Calabro” affronta questo doppio e complicato test in una situazione di totale emergenza. Alle assenze di Baldassin, Cenciarelli, Luppi e Sini se ne potrebbero aggiungere altre di rilievo. Potrebbero non essere della partita anche Pacilli e Polidori.

In particolare quest’ultimo (viterbese di nascita) è il bomber della squadra in virtù delle nove reti segnate (sette in campionato e due in Coppa Italia), giunte dopo un lungo periodo di appannamento in chiave risolutiva. Né va omesso il grande contributo che il giocatore è stato in grado di dare alla manovra. L’assist per Molinaro, nella partita con cui è stato battuto proprio il Trapani nella partita di andata della Coppa, parla da solo.

A Calabro potrebbero mancare più della metà dei titolari. Ciò accade proprio nel momento in cui la Viterbese avrebbe potuto mettersi in vetrina, chiamata com’è ad affrontare due club di grande blasone. Il mister non ha mai cercato alibi. Non lo farà neppure stavolta. Se la giocherà e basta.

L’effetto mediatico di due gare con club blasonati consentirà ai distratti addetti ai lavori del calcio italiano, almeno così si spera, di enfatizzare la grande sofferenza agonistica alla quale il club tusciano è stato condannato quest’anno. La causa è un calendario terribile e inimmaginabile, frutto della grande ingiustizia perpetrata nei confronti di una delle più solide e solvibili società del mondo pallonaro nazionale. E non solo di Serie C.

Eppure i tifosi sanno che, in situazioni come queste, i giocatori sanno tirare fuori il massimo da se stessi. Quando poi il concetto si analizza in chiave gialloblù e quando in panchina siede un condottiero come Antonio Calabro, i concetti sono ancora più trasparenti.

Il mister è un professionista capace di motivare il gruppo e di rinsaldare lo spogliatoio come in pochi sanno fare. E allora la speranza si trasforma in certezza. La prova provata? Le notizie che filtrano da Viterbo dicono che tutta la rosa, con l’eccezione di Baldassin in attesa dell’intervento chirurgico per la ricostruzione del crociato anteriore, ha chiesto alla società di partecipare alla trasferta. A prescindere dalla situazione infortuni. Una dimostrazione di compattezza quasi inusitata.

Lo stato di trance agonistica emerso da alcune delle ultime sfide (Ternana, Pisa, Casertana) spingerà chi sarà chiamato in campo a moltiplicare le energie. Si  giocherà anche in nome e per conto dei tanti assenti, oltre che per la gloria personale.

Al Provinciale di Trapani e al Cibali di Catania la “banda Calabro” (nella foto scattata a Brindisi da Giuseppe Scialla, in occasione della gara con la Virtus Francavilla) saprà tenere alto il vessillo gialloblù. La squadra riuscirà a onorare le maglie come ha fatto nelle diciotto partite gestite fin qui dal tecnico pugliese, soprattutto contro avversari di spessore. Di questo, comunque andranno le cose, siamo del tutto certi.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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