giovedì, 12 Dicembre, 2019
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Viterbese, Calabro e i punti fermi

Un fatto è certo. Il coraggio non manca al nuovo allenatore della Viterbese. Calabro, tecnico giovane e rampante, ha accettato di maneggiare una patata bollente. Non è da tutti farsi carico di una squadra già gravata da due esoneri, in crisi di gioco e di risultati, costretta a scendere in campo ogni tre giorni per le clamorose (in)decisioni di una Lega Pro sempre più alla deriva.

La sfida è partita bene. In due trasferte Calabro ha raccolto tre punti, alzando la media gara da un punto a un punto e mezzo. Un dato che gli ha permesso di allontanarsi dalla zona rossa. E chissà come sarebbero andate le cose al Granillo, se la squadra non fosse stata tramortita già all’inizio da una rete fantasma che sta svergognando l’arbitro in tutta Italia.

Calabro ha dimostrato di avere già una serie di punti fermi, il che non guasta in un calcio liquido qual è diventato quello moderno. Vediamoli in sintesi.

  1. Il modulo della Viterbese di Calabro è il 3-5-2. Su questo sembra che non ci sia discussione, a prescindere dagli elementi attualmente in rosa. Tutti dovranno adattarsi, compresi i tifosi. E però l’assetto tattico può cambiare spesso, come è cambiato, in corso di partita. Una scelta che all’inizio può generare confusione negli addetti ai lavori ma che, comunque, conferma l’eclettismo e il coraggio del tecnico.
  2. Questo allenatore non guarda in faccia a nessuno. Se c’è qualcuno da estromettere, non ci pensa due volte. Lo dimostrano i casi di Forte (tenuto in panchina a Bisceglie, anche perchè in odore di cessione) e dell’irrisolto Saraniti (rimasto negli spogliatoi nel secondo tempo). Nessuno può essere sicuro del posto e cullarsi sugli allori
  3. Alcune scelte sembrano comunque delineate. Atanasov, Rinaldi e Sini in difesa sono di fatto titolari inamovibili (a Bisceglie si è provato a recuperare in questo ruolo anche De Vito, uno dei sempre presenti in questa prima fase di stagione). Nella zona nevralgica si alterneranno Baldassin, Cenciarelli, Damiani, Palermo e Tsonev. Sulle fasce Mignanelli è ormai una sicurezza a sinistra, mentre a destra si va ancora per tentativi (Pacilli a Reggio Calabria, De Giorgi a Bisceglie, Zerbin subentrato sia a Reggio che Bisceglie, Vandeputte utilizzato come jolly anche in questo settore del campo). In attacco si punta sulla coppia SaranitiPolidori, anche se i due continuano a deludere (il primo non tira mai in porta e il secondo si mangia gol già fatti). Dietro di loro preme Bismark (subentrato già due volte), senza contare il possibile utilizzo in fase avanzata di Pacilli, Vandeputte e Zerbin.
  4. Alcuni elementi della rosa sembrerebbero fuori dal perimetro di Calabro, oltre a Bovo (già finito fuori rosa). Parliamo di Artioli, Messina, Milillo, Molinaro e Svidercoschi. Anche se con Calabro, il tempo ci sarà testimone, mai dire mai. E poi c’è il mercato, che potrebbe risolvere più di un problema.

La Viterbese ha adesso due grandi occasioni a portata di mano. Un doppio turno interno attende il gruppo gialloblù. Mercoledì l’attesa sfida da dentro o fuori per la Coppa Italia con una frastornata Ternana >>> leggi QUI e domenica il turno di campionato con il Siracusa. La prima gara potrebbe comportarne una terza sempre al Rocchi con il Teramo, che potrebbe spianare la strada verso i quarti di finale di Coppa. La seconda consentire di staccarsi in modo definitivo dalla zona rossa della classifica.

Mister Calabro ne è perfettamente consapevole. Siamo certi che saprà sfruttare al meglio quanto il destino gli pone davanti. Non mancherà di sorprenderci ancora con le sue scelte da tecnico e uomo combattivo.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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