Viterbese, Calabro e la prima notte di quiete - Viterbese Calcio News- Cuori Gialloblu
lunedì, 25 Marzo, 2019
Ultime notizie
Viterbese, Calabro e la prima notte di quiete

Viterbese, Calabro e la prima notte di quiete

Da quando Antonio Calabro è diventato allenatore (il terzo) di una Viterbese invischiata in una stagione nata sotto una cattiva stella, è cominciata per lui una corsa a perdifiato. Una maratona senza soste, che non gli lascia neppure il tempo di riordinare le idee. Accade, quando si gioca ogni tre giorni. È inevitabile, quando si è costretti a vivere dentro una bolla anomala. Dire che si è sotto pressione, non rende affatto l’idea. È molto molto di più. Stati d’animo che bisognerebbe provare sulla propria pelle, nel calcio come nella vita, per  comprenderli fino in fondo.

Nonostante questo, i risultati sono dalla sua parte. La squadra è rientrata nella zona playoff, a dispetto di un inizio che definire disastroso è riduttivo. La “banda Calabro”, oggi, è un gruppo coeso e motivato. Certi cali psico-fisici (Siracusa, Rieti) sono giustificabili, se non addirittura previsti e prevedibili. La squadra c’è. I ricambi non mancano. Le partite si affastellano, ma vanno centellinate una per una. Si naviga a vista. Ma il nocchiero è di quelli bravi davvero. Non mostra tentennamenti, non cerca alibi, non si arrampica sugli specchi. Lavorare sodo è il suo motto.

Il destino gli ha offerto, finalmente, una domenica di quiete. Un momento di pausa, abituale per tutti gli altri tecnici del suo girone. L’occasione è stata buona per andare in missione a Pisa, per assistere dal vivo al derby con la Lucchese e prendere le misure del prossimo avversario in Coppa Italia. L’appuntamento è per mercoledì sera al Rocchi, in una fascinosa gara da dentro o fuori che si giocherà in notturna.

Un crocevia fondamentale per la Viterbese. Calabro lo sa. Lo sanno i giocatori, che seguono senza se e senza ma i dettami tecnici di un professionista che sa leggere le partite come pochi. Il tecnico pugliese, che ha abbracciato una causa complicata dopo le grandi avventure vissute in C con il Francavilla e in B con il Carpi, merita la nostra stima incondizionata.

Per farcela gli basterà restare se stesso, affrontare con l’innato piglio gladiatorio la sfida di Coppa con il Pisa e le gare a pioggia che seguiranno. Se così sarà e verrà lasciato lavorare in pace, allora ogni obiettivo sarà alla portata. Perchè il lavoro paga sempre. Non facciamogli mancare la nostra fiducia e il nostro incoraggiamento. Non devono venire meno. Mai. Se li merita. Per intero.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

Leggi anche

Viterbese, cosa cambia senza Baldassin?

Viterbese, cosa cambia senza Baldassin?

La tegola del grave infortunio occorso a Luca Baldassin mette ancor più in difficoltà un …