martedì, 13 Aprile, 2021

Viterbese, Calabro e le montagne da scalare

Le dichiarazioni rilasciate da mister Calabro in sala stampa, al termine del pareggio a reti bianche con il Monopoli, sono pienamente condivisibili. Nelle condizioni in cui la Viterbese è costretta a giocare, ogni partita è una scommessa. Anche un avversario abbordabile come il club pugliese può diventare aspro come una montagna da scalare.

Il ritmo forsennato al quale i giocatori sono costretti da un calendario folle, non lascia tempo nemmeno per respirare. Figuriamoci per elaborare analisi e studiare correttivi in corsa. Una maratona che non consente pause nè spunti per qualsiasi tipo di riflessione, a tutti i livelli.

Il gruppo dà l’impressione di essere stremato. Diversamente non si spiegherebbero certi errori mastodontici sotto porta, commessi da elementi che hanno navigato in categorie superiori. Né lo sbandamento di veterani rotti a tutte le battaglie, ma di fatto soggiogati da un calendario disumano.

Come ha sottolineato Calabro, dopo Reggio Calabria si sono giocate 11 partite in 40 giorni su e giù per l’Italia. Un’overdose di calcio che ha consentito di mettere comunque in cascina 23 punti, raccolti in condizioni operative fra le peggiori che si possano immaginare. Sono state segnate 12 reti, a fronte di appena 4 subite.

Ha ragione il mister quando fa i complimenti a giocatori e società, messi sotto pressione come mai è accaduto in tanti decenni di storia della terza serie nazionale, senza cercare di arrampicarsi sugli specchi di alibi precotti. Addirittura si pone ora il problema di come organizzare una settimana di riposo. Un evento che per tutti gli altri rappresenta la normalità ma che, per la Viterbese, si può trasformare in un pericolo ulteriore da cui difendersi.

L’invito che ci sentiamo di fare alla “banda Calabro” è di tenere la barra dritta. Auspichiamo che il mister continui a guidare dalla panchina la squadra con il suo piglio gladiatorio, pretendendo da tutti il massimo. Anche da giocatori apparsi visibilmente spompati.

A Calabro chiediamo un altro sforzo, ovvero portare la squadra alla sfida da dentro o fuori con il Pisa con l’animus pugnandi delle migliori giornate della sua ottima gestione (nella foto). Alla Viterbese e ai suoi tifosi serve come il pane superare il turno di Coppa di Lega e accedere alla semifinale.

Un trampolino di lancio che renderebbe possibile la mirabile impresa di scalare la montagna di un campionato assolutamente anomalo.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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