giovedì, 19 Settembre, 2019
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Foto: Max Luz

Viterbese, Calabro stecca la settima

Dopo la sconfitta all’esordio con la Reggina al Granillo, con l’alibi del non gol segnato dai padroni di casa e della prima volta in panchina, mister Calabro ha trasformato la Viterbese in una macchina da guerra. La metamorfosi della squadra, riequilibrata nella finestra di mercato invernale dalle oculate operazioni del direttore sportivo Pagni, ha comportato significativi risultati in termini di classifica. Il cambio di modulo (spesso anche in corso di partita), la gestione azzeccata dei cambi e la tempra da motivatore che ha nel genoma hanno consentito a Calabro di infilare sei risultati utili consecutivi.

Non era facile mettere in fila quattro successi in campionato (due al Rocchi e due in trasferta su campi non facili), il passaggio del turno in Coppa Italia (a spese della Ternana) e il pareggio in casa della Cavese. Ma il tecnico pugliese è stato bravo a tirare fuori dal gruppo, in cui nessuno si sente titolare a vita, il meglio di se stesso. A Siracusa è arrivata una battuta di arresto, non solo in termini di risultato ma anche di gioco e di carica emotiva vista in campo. Quest’ultimo è l’aspetto che maggiormente deve tenere in allarme il tecnico.

Considerato che la trasferta in casa degli aretusei cadeva immediatamente a ridosso della gara di domenica scorsa a Cava de’ Tirreni e di quella di domenica prossima al Rocchi con il temibilissimo Catania, ci saremmo aspettati un turnover molto più ampio (nella stessa lista dei convocati) in vista del lungo viaggio verso la Sicilia. La conferma arriva dalle difficoltà incontrate sulla via del rientro (aeroporto di Catania chiuso). Una circostanza che non gioverà certamente alla preparazione della delicata partita con gli etnei, per la quale è atteso al Rocchi il pubblico delle grandi occasioni e la Viterbese si dovrebbe presentare in gran spolvero.

Il fatto è che la stanchezza comincia ad affiorare (l’uscita di Luppi, docet) e gli impegni si susseguono a tamburo battente. Inoltre l’attacco punge poco. Nelle ultime due gare Bismark è stata l’ombra del brillante Mario visto nelle gare precedenti e Polidori (purtroppo per lui e per noi) continua a sbagliare le conclusioni a rete in modo imbarazzante. Piuttosto discutibile continua a essere anche l’utilizzo di Zerbin in mansioni troppo difensive e poco consone alle sue talentuose caratteristiche, mentre la sua arma più devastante è divorare la fascia di competenza. Senza dimenticare che è uno capace di tirare in porta molto più e molto meglio di altri compagni in un reparto che continua a fare pericolosamente cilecca. Un discorso a parte merita Vandeputte. Il folletto belga è poco e male utilizzato. Resta spesso avulso dalla manovra. Appare anche un tantino depresso per la scarsa fiducia che gli viene dimostrata. E pensare che, fino a qualche settimana fa, era appetito da diverse società di cadetteria. Un giocatore che va rincuorato e recuperato alla causa gialloblu.

Il calendario che attende la Viterbese da qui al 5 maggio è terrificante. C’è anche la Coppa Italia, su cui insistiamo che la società dovrebbe puntare al massimo. Ciò significa costruire una scala di priorità e decidere, volta per volta, quando è il caso di risparmiare i giocatori più utilizzati a scapito di quelli che fanno più panchina.

La nostra stima verso Calabro resta totale. Siamo certi che saprà metabolizzare questa sconfitta, come è nel suo animus pugnandi. E che riuscirà a trarne utili orientamenti, fino a trasformarla in una vittoria. La Viterbese deve centrare gli obiettivi scegliendo la strada meno contorta e faticosa (in primis, la Coppa Italia). La squadra va riportata, in un modo o nell’altro, dove merita di stare. Soprattutto dopo essere stata inserita in un girone totalmente falsato da decisioni incongrue piovute dall’alto.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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