mercoledì, 24 Febbraio, 2021

Viterbese, Camilli e l’amore ritrovato

Nel calcio la passione è un fiore che sboccia all’improvviso per non appassire più, travalicando in un amore trascinante e perenne. Una sorta di magia. Uno stato dell’animo impossibile da spiegare a chi non ha mai provato questo genere di sensazioni.

Chi è tifoso non smetterà mai di esserlo, per tutta la durata della vita. Ha scritto Giovanni Raboni, grande poeta meneghino, che si è tifosi della propria squadra perché si è tifosi della propria vita.

Quest’anno l’estate gialloblù sta scivolando via senza alcun sussulto, come non accadeva da tempo. La Viterbese non ha registrato problemi né incidenti di percorso. Piero Camilli ha dato la seconda possibilità a tanti stagionati cuori gialloblù, dopo decenni di cocenti delusioni, di tornare a credere in un sogno.

Il suo approdo a Viterbo, la ripartenza dal campionato di Eccellenza con una società ripulita dalle vecchie scorie, la promozione in terza serie e la naturale inclinazione verso progetti a medio-lungo termine di grande spessore (Grosseto docet) potrebbero essere la spinta che mancava al tanto sospirato rinascimento del calcio nella città della Tuscia.

La larga vittoria di Ascoli e la partita di domenica a Marassi contro la Sampdoria, a prescindere dal risultato in campo, resteranno pietre miliari nella “grande storia del club”. Punti fermi da cui ripartire per riavvicinare alle maglie gialloblù generazioni disilluse da troppe storie dolorose. E ritenute, ormai, perdute per sempre.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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