sabato, 26 Settembre, 2020

Viterbese, Camilli e le porte scorrevoli

I tifosi gialloblù ricorderanno a lungo la partita con l’Arezzo, giocata per il primo turno del playoff nazionale. La vicenda che vede coinvolti Luciano Camilli e Giorgio La Cava, per fatti avvenuti all’interno del tunnel dello stadio Rocchi e dunque fuori dalla vista, è ancora tutta da definire nei  suoi reali contorni.

Il fatto è che l’inusitata squalifica comminata dal giudice sportivo della Lega Pro al vice presidente del club gialloblù, ha portato alla umana e furibonda reazione del patron Piero Camilli. La sua conseguente minaccia di abbandono è una spada di Damocle.

Per l’uomo che ha portato a Viterbo la Coppa Italia Serie C, si è aperta una duplice questione. Si tratta di tutelare la propria reputazione >>> “Una questione di reputazione” e di ottenere la corretta applicazione delle norme che regolano la giustizia sportiva  >>> “Una questione di giustizia sportiva”.

La città di Viterbo, in persona del suo sindaco Giovanni Arena, si è schierata al suo fianco. Cuori Gialloblù, in una recente riflessione, ha invitato Piero Camilli a meditare sulle conseguenze di un abbandono che sarebbe esiziale per le maglie gialloblù  >>> “C’è un grande prato verde”.

Persistere in questa direzione potrebbe comportare, in mancanza di un valido avvicendamento, la fine del progetto in corso da sei anni. Oltre che la possibile scomparsa del club dal panorama calcistico nazionale.

Il tempo, però, scorre inesorabile. La data perentoria per il deposito dell’iscrizione al campionato 2019-20, vale a dire il 24 giugno, è molto più vicina di quanto si creda. Il silenzio della società è totale. La sensazione di sbandamento (paura?) della città e della tifoseria per quanto potrebbe accadere si taglia con il coltello.

La sorte, facendoci  incrociare l’Arezzo, è stata doppiamente malefica. Il club amaranto ci ha eliminato con merito dal playoff nazionale. Il suo presidente potrebbe condannarci a un destino accidentato. 

Il destino (forse) è già scritto, ma ha le porte scorrevoli. Il sorteggio ha fatto imboccare alla Viterbese la porta sbagliata. Se non ci fosse toccato l’Arezzo, si sarebbe materializzato per le maglie gialloblù un futuro così obliquo solo a causa di un evento extra-calcistico?

Come in Sliding doors (Porte scorrevoli), film del 1998, speriamo che la buena suerte ci conceda una seconda possibilità. Vale a dire che Piero Camilli superi questo momento di comprensibile stanchezza e si apra a un’alternativa di futuro diversa, se non addirittura migliore, rispetto a quella che si sta profilando.

Se nella finzione è accaduto a Gwineth Paltrow, perché non potrebbe toccare anche ai tifosi gialloblù? Certo non credevano che si potesse determinare un simile sconquasso, solo per il fatto di non essere entrati dalla porta giusta. Come dicevano i Monthy Pithon, nessuno si aspetta l’inquisizione spagnola.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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