martedì, 2 Marzo, 2021

Viterbese, Camilli l’uomo dei sogni

Il sospirato approdo di Piero Camilli alla guida del club, la ripartenza dal campionato di Eccellenza con una società ripulita dalle vecchie scorie, la rapida scalata alla terza serie nazionale e la naturale inclinazione verso progetti a medio-lungo termine (il Grosseto docet) fanno ritenere oggettivamente ipotizzabile il tanto atteso rinascimento del calcio a Viterbo.

Potrebbe infine concretizzarsi il progetto, coltivato nel suo intimo dal patron fin dal primo giorno in cui ha preso in mano le redini, di portare i Leoni Gialloblù in Serie B.

Se ne è avuto un assaggio nella stagione scorsa, costellata da grandi prestazioni. Un rendimento superlativo che ha trascinato squadra e tifosi a giocarsela alla pari con la Sampdoria al Ferraris per la Tim Cup, in una serata indimenticabile.

Sarebbe la prima volta nella “grande storia del club”, trascorsa il più spesso navigando a vista nelle serie minori. Un obiettivo che solo Camilli, realisticamente, è in grado di centrare a queste latitudini.

Un uomo di questa tempra, spinto (forse un po’ follemente?) dalla passione per i colori della sua terra e da un amore viscerale per il gioco del calcio, potrebbe riuscire a vincere una scommessa sulla quale nessuno avrebbe puntato cinque anni fa.

Dice Pirandello che il sogno è vita e, dunque, non ci dovrebbe essere vita senza sogno. Da sempre i tifosi fanno grandi sogni. O meglio, li fanno gli eterni Peter Pan che vivono dentro di loro.

Catturare sogni, grandi o piccoli, è nel genoma degli umani. È Piero Camilli l’uomo inviato dal destino per realizzare quelli dei tifosi gialloblù e farli salire verso il sole?

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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