mercoledì, 1 Aprile, 2020
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Viterbese-Catanzaro, sul filo del black out

Avrebbe dovuto essere una domenica come le altre. Eravamo molto più giovani, allora. La Viterbese giocava in casa. Noi ci saremmo stati. Come sempre, nelle partite al Rocchi. In quanto responsabili del sito web ufficiale della società gialloblù, alle gare interne non potevamo assolutamente mancare. Appuntamento come al solito a Firenze Sud, parcheggio dello Sheraton. Stefano arrivava da Lucca. Avremmo proseguito con la mia macchina.

Ma alle 3,27 di quel 28 settembre 2003 l’Italia precipitò nel più grande black out della storia nazionale. Firenze aveva un aspetto surreale, vista dall’alto di casa mia. Successe di tutto, come avviene da che mondo e mondo in casi come questi. Aeroporti e stazioni bloccate, semafori spenti, blocco degli ascensori. La circolazione stradale resa ancor più precaria dalla pioggia copiosa che venne giù fino a mattino inoltrato.

Ma al cuor non si comanda. Dopo un breve consulto telefonico, decidemmo di partire lo stesso per Viterbo. Un viaggio surreale. Gallerie al buio. Autogrill ai minimi termini. Al Rocchi l’avversario di turno era, guarda caso, proprio il Catanzaro. Finì 2-0. Le reti furono segnate nel secondo tempo. Al 21’ dal grande Santoruvo e al 49’ dal “capitano” per antonomasia, l’indimenticato Omar Martinetti.

In quella squadra dei miracoli, agli ordini di mister Carboni, giocava la coppia di centrali più forte della terza serie nazionale (Bianconi e Sibilano). C’era un giovane Gazzi alle prime armi. Poi Frau, Favo, Mannucci, il portiere Paoletti, Gimmelli, Di Sauro. E ancora Cingolani, Pollini, Evacuo (che rimase in panchina), Filosi.

Quella stagione, che vide la Viterbese sfiorare la serie B nello spareggio con il Crotone, finì poi malissimo. Ma a che pro richiamare alla mente ricordi amari, quando quella domenica e quella partita ci tolsero il respiro? Ancora adesso ne riparliamo, quando capita.

Sono passati sedici anni, ma è di nuovo settembre. C’è sempre il Catanzaro da affrontare al Rocchi. Le nostre maglie gialloblù sono ancora lì, a giocarsela con una delle più forti squadre del girone C. Noi due ci sentiamo quelli di allora, mentendo con noi stessi, ma la nostra passione non è mai andata in black out. Cosa volere di più dalla vita e dal calcio?

Sergio Mutolo e Stefano Cordeschi
cuorigialloblu.com

DI Redazione

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