lunedì, 27 Gennaio, 2020

Viterbese, Comunicato Curva Nord

COMUNICATO CURVA NORD VITERBO

In merito alla partita di domenica, confermiamo la nostra scelta di non entrare nella nostra Curva Nord e questa decisione andrà avanti finché lo riterremo opportuno. Ci preme che sia chiaro a tutti che questo gesto serve a lanciare un messaggio ben preciso e non significa assolutamente smettere di sostenere la nostra maglia: saremo come sempre presenti in ogni trasferta, perché questo appartiene al nostro dna.

Sarebbe opportuno che tutti i tifosi della Viterbese, ultras e non, a partire dalla prossima domenica ci appoggiassero in questa protesta, che, per chi ancora non avesse capito, non è un gioco né uno scherzo. lo facciamo per sensibilizzare la tifoseria e tutta la cittadinanza in merito al grave abuso che riteniamo di stare subendo.

Fino a che ci sentiremo da soli in questa battaglia non entreremo allo stadio, e diciamo chiaramente a chi si sente giudice e dice frasi come “fate il loro gioco”, che siamo noi ultras a pagare sulla nostra pelle e con le nostre tasche, nessuno può permettersi di giudicare ciò che ritiene sia giusto o sbagliato.

Ci troverete lì al solito posto fuori dallo stadio, se qualcuno ha domande (non consigli, sappiamo da soli cosa dobbiamo fare) da sottoporci, saremo ben lieti di dare le dovute spiegazioni.

Infine ringraziamo tutte le tifoserie gemellate e gli ultras anche di tifoserie rivali che ci stanno dimostrando la loro vicinanza!

CURVA NORD VITERBO

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Ragazzi siamo con voi

In questa vicenda entriamo nel merito, non per andare a contestare fatti ed accadimenti che comunque meriterebbero maggiore attenzione, in particolar modo da parte di chi ha grandi poteri da cui derivano però anche grandi responsabilità. Siamo convinti che, come accade in tutte le comunità, le diversità si uniscono, fermo restando alle responsabilità che sono comunque sempre personali.

Questi ragazzi però non meritano la forte pressione a cui sono costantemente soggetti. Per carità nessuno vuole far credere che si tratti di una congrega di “Angeli” . Ma allo stesso tempo non si può nemmeno parlare di una setta di “Demoni”.

Noi di Cuorigialloblu siamo sempre stati dalla parte dei tifosi, quelli veri, quelli che tra mille difficoltà si mettono in marcia settimanalmente per seguire il proprio cuore. Ragazzi per cui sventolare i vessilli gialloblu resta ancora una sana “mission”.

Appoggiare quindi questo segnale di pacifico dissenso verso alcune decisioni apparse eccessive, appare alquanto naturale. Restare fuori dallo stadio, con il cuore affranto di chi dentro quello stadio vive la sua vita, sarebbe un giusto gesto di solidarietà verso questi ragazzi che dolenti o nolenti ci rappresentano ogni domenica nei vari stadi italiani.

La Redazione

 

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