sabato, 26 Settembre, 2020

Viterbese, comunicazione avanti tutta!

A Viterbo il passaggio di mano della società da Piero Camilli a Marco Arturo Romano ha segnato la fine di un’era lunga sei anni. Un periodo contrassegnato da entusiasmanti successi sportivi, molto utili per gli almanacchi, bilanciato però da uno scarno lascito immateriale. Il prodotto di una disconnessione con il territorio alla quale non si è mai fatto nulla per porre rimedio. Concetti ribaditi in una riflessione già postata su Cuori Gialloblù >>> LEGGI “Viterbese, una visibilità da ripristinare”, cui si rinvia integralmente.

Sotto questo aspetto, la nuova proprietà sta andando oltre le più ottimistiche previsioni. Il sito ufficiale della Viterbese, praticamente una scatola vuota, è diventata (al momento) una fucina di informazioni. Diffuse ogni volta che è necessario farlo. L’ultima perla, che vogliamo sottolineare, è il programma settimanale degli allenamenti aggiornato con tanto di orari delle sedute. Ciò che altrove è la norma, vale a dire il coinvolgimento dei tifosi e degli addetti ai lavori nelle attività societarie, a queste latitudini era sempre rimasta un’Araba Fenice.

Anche in terza serie nazionale c’è bisogno vitale di una comunicazione efficiente, a tutto campo. Lo dimostra il piglio comunicativo del presidente della Lega Pro di Firenze, Francesco Ghirelli. In carenza, l’aggancio al territorio resterà una chimera. Senza un rapporto comunicativo serrato, la città e i tifosi non potranno essere attivamente coinvolti in alcun tipo di progetto. Ne saranno solo neutri spettatori come è accaduto nei sei lunghi anni dell’era Camilli, durante i quali sono stati quasi sempre tenuti ai margini della vita societaria.

Per chiarire il nostro punto di vista ci eravamo serviti di una metafora, tratta da Il piccolo principe  di Antoine de Saint-Exupéry. “Se vuoi costruire una barca non radunare intorno a te persone che cerchino il legname, preparino gli attrezzi, distribuiscano i compiti, ma risveglia in queste persone la voglia del mare aperto e infinito”. Gli utenti finali del prodotto calcio sono i tifosi, che vanno riportati al centro del sistema se si vuole tornare a riempire gli stadi e nella fattispecie il Rocchi (nella foto). 

I tifosi gialloblù hanno il diritto incontestabile di poter fare affidamento su una struttura comunicativa capillare e professionale. Che li informi, li stimoli, li coinvolga, li faccia sentire parte di un tutto. La nuova era Romano, sotto questo aspetto, non sta tradendo le attese. Una volta imboccata questa strada si tratta solo di continuare a percorrerla e, se possibile, implementarla.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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