mercoledì, 24 Febbraio, 2021

Viterbese, Coppa Italia e il regalo di Calabro

Quando nel gennaio di quest’anno Antonio Calabro sostituì in panchina Sottili, a sua volta subentrato a Lopez, la Viterbese (reduce dal pesante 0-4 interno con la Juve Stabia) si preparava ad affrontare uno dei periodi più difficili della sua storia. Avrebbe dovuto giocare una partita ogni tre giorni. Una circostanza che trasformò il club gialloblù in una cavia da esperimento  >>> leggi QUI.

Il tecnico di Melendugno prese in mano le redini della squadra con grande sagacia. Mise subito in mostra le sue grandi doti di condottiero. Diede vita a quella che abbiamo pensato di definire una “cavalcata selvaggia” >>> leggi QUI, perché di questo si è trattato. Una sequenza asfissiante di partite, che sarà certamente oggetto di studio nelle aule di Coverciano.

Alle gare di campionato si alternavano quelle di Coppa Italia. È qui che Calabro ha mostrato le sue doti di stratega. Ha messo in fila una serie di vittorie impossibili (Ternana, Teramo, Pisa e Trapani), che resteranno impresse nella “grande storia del club”. Ha fatto vivere ai tifosi giornate memorabili. Ha condotto per mano la Viterbese alla doppia finale con il Monza.

Dopo la sconfitta per 2-1 nella partita di andata al Brianteo, Antonio Calabro è stato esonerato per ragioni circostanziali chiarite successivamente dalla proprietà. Non ha potuto alzare la Coppa come aveva promesso nel suo profilo Facebook che, paradossalmente, è rimasto fermo a quel post >>> leggi QUI.

È chiaro che la partita di ritorno contro il Monza, che ha infiammato il Rocchi in una delle serate più magiche della storia gialloblù, porta per intero la sua firma.

Il modulo schierato è stato il suo 3-5-2. L’ardore messo in campo dai giocatori ha la sua impronta. Nella rete di Atanasov al 93’ c’è tutto il genoma del più bravo allenatore – con Valerio Bertotto che ci ha fatto divertire come nessuno mai a queste latitudini con il suo calcio champagne – transitato a Viterbo in questi tre anni di serie C.

La conquista della Coppa Italia 2018-19 è da attribuire per intero, e senza alcuna ombra di dubbio, a mister Antonio  Calabro. È doveroso dare a Cesare quel che è di Cesare. Lo è sempre. Lo è ancora di più in un caso emblematico come questo. Il suo sostituto in panchina non ci ha messo niente di suo. Le vicende successive ne sono una conferma.

Da vecchi tifosi gialloblù e innamorati del gioco del calcio, non possiamo che tributare la nostra infinita gratitudine a un tecnico che ci ha lasciato questo ultimo grande regalo e che ci resterà nel cuore.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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