mercoledì, 13 Novembre, 2019

Viterbese dopo il Bisceglie, riflessioni gialloblù

Diciamolo con franchezza. Quella con il Bisceglie non è stata una grande partita. Né poteva esserlo. Troppo importante il risultato in chiave futura, per le due contendenti in campo. Troppo rimaneggiata la Viterbese e, più del solito, imbottita di giovani. Lopez (nella foto di Luca Prosperoni) era stato buon profeta, nella conferenza pre-partita. Aveva detto che i tifosi avrebbero assistito a una gara contratta. I fatti non lo hanno smentito.

E però i gialloblù iniziano come meglio non si sarebbe potuto il filotto di quattro partite che potrebbe cambiare faccia al campionato del club di Mario Arturo Romano. Il presidente, in sala stampa, si è dichiarato ottimista sugli obiettivi raggiungibili dalla Viterbese.

È bastato il lampo di Errico, giocatore fuori ordinanza per questa categoria, a risolvere il problema. Ma le buone notizie non finiscono certo qui. Della eccezionale bravura del talento arrivato da Frosinone già si sapeva. Va festeggiato il rientro nei ranghi di Palermo, giocatore prezioso nel 3-5-2 di Lopez, che potrebbe dare molto fosforo a un reparto che ne ha davvero bisogno. Si sono visti un ottimo Milillo, un coriaceo Baschirotto, un arrembante De Giorgi, un Bensaja in ripresa. Si è potuto risparmiare ancora per una settimana l’esplosivo Tounkara, per poterlo avere a disposizione senza correre rischi e al massimo della forma.

La Viterbese ha messo insieme 14 punti in nove partite, giocate quasi tutte ai limiti dell’emergenza. È davanti a Casertana, Avellino e Teramo (arrivate ai nastri di partenza con ben altre prospettive). Tallona tre corazzate come Catania, Catanzaro e Bari (senza contare che ha già giocato con tutte e tre). Ha affrontato anche la capolista Potenza. Non crediamo che si potesse chiedere di più e di meglio.

Gli obiettivi gialloblù sono molto chiari, fin dal principio. Mantenere la categoria per disegnare un futuro compatibile, valorizzare i giovani per fare minutaggio, accedere ai contributi della Lega Pro per restare dentro a una situazione economica sostenibile, non lasciarsi andare a voli pindarici perchè la piazza non è ancora pronta.

Se continuasse così per tutta la stagione, al ritmo di un punto e mezzo a partita, ci sarebbe da mettere non una ma due firme. La speranza è di proseguire a lungo su questa strada, magari facendo divertire un po’ di più gli spettatori. Perché il calcio è un gioco. La gente accorre quando c’è un richiamo che riesce a tenerla allegra.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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