domenica, 27 Settembre, 2020

Viterbese, dopo il Rende quali scenari?

Inaccettabile. La prestazione della Viterbese col Rende e la quarta sconfitta consecutiva sono qualcosa di inaccettabile. Per i tifosi, che ancora romanticamente e impagabilmente sostengono la squadra – e lo faranno fino alla fine – e soprattutto per il patron Piero Camilli (nella foto). Che a fine gara ha rilasciato, unico in casa gialloblu, dichiarazioni che non solo non lasciano spazio all’immaginazione, ma che di fatto sono un vero e proprio je accuse per i suoi. Mister Calabro in primis, più volte bersaglio della furia del patron che ha ripetutamente etichettato la Viterbese come una squadra “messa male in campo”.

“È un mese e mezzo che non va bene, oggi abbiamo fatto malissimo, a centrocampo Tsonev e Cenciarelli non giravano, salvo solo Atanasov che almeno ha lottato. È mancato l’approccio e la squadra è stata messa male in campo, ma non mi è piaciuto neanche l’arbitraggio – si sfoga il presidentissimo in sala stampa -. Contro di noi i falli di mano li sanzionano sempre, quando li fanno gli altri mai. Speriamo che non sia l’antipasto di quello che ci aspetta col Monza”.

“Non mi sono piaciuti per tante cose, ma non cerchiamo giustificazioni – continua, non mancando di sottolineare anche la condizione logistica e infrastrutturale pessima che purtroppo affronta chi fa calcio a Viterbo -: da oggi parlo solo io e se non vinciamo la Coppa Italia li faccio stare qui ad allenarsi fino al 30 giugno. E finiamola con la storia delle partite ogni tre giorni, la squadra ha tanti giocatori, c’è gente che avrebbe dovuto giocare di più e invece non ha giocato”.

Il riferimento alle scelte del tecnico pugliese è evidente. Il malumore nei confronti di Calabro era già chiaro dal dopo Monza, e non ci sarebbe da stupirsi se il silenzio stampa iniziato sabato sia da attribuirsi proprio a qualche dichiarazione del tecnico della Viterbese che la società non ha gradito. Chi conosce il patron gialloblu sa, peraltro, che quando Piero Camilli è di questo umore può prendere qualsiasi decisione, anche la più estrema. La scelta di puntare tutto sulla Coppa, snobbando il campionato e collezionando figure poco edificanti con squadre di minor valore e costate un quinto della Viterbese, è chiaro che non sia piaciuta al presidente. Che, si sa, ama giocare i play off anche da posizione poco favorevole. Soprattutto perché la Viterbese dispone, nonostante tutto, di una rosa capace di andare a giocarsela in trasferta contro chiunque. Che sbottasse c’era da aspettarselo, dopo quattro sconfitte consecutive.

Con un piede e tre quarti fuori dai play off, quando mancano solo due gare alla fine della stagione – il recupero col Catanzaro del primo Maggio e l’ultima di campionato in trasferta con la Paganese -, la Viterbese per entrare matematicamente dentro la griglia spareggi dovrebbe vincerne almeno una e sperare in qualche passo falso delle dirette concorrenti. Ma la squadra vista in campo oggi contro il Rende è fisicamente e psicologicamente in grado di vincere una delle due gare in trasferta prima della finale col Monza? Che farà ora Calabro, andrà a Catanzaro con le giovanili facendo tirare il fiato ai senatori in vista dell’8 maggio, o a seguito delle dichiarazioni di Camilli dovrà rivedere i suoi calcoli e pensare anche a chiudere in posizione più avanzata il campionato? Interrogativi a cui difficilmente oggi è possibile dare una risposta. La notte porterà consiglio e scioglierà i dubbi?

Puntare sulla finale di Coppa sembra l’unica soluzione possibile, ma è davvero quello che vuole anche la società di via della Palazzina? Una cosa è certa: Piero Camilli nella gara di ritorno contro il Monza vorrà una Viterbese a sua immagine e somiglianza. “Serve la rabbia che c’ho io” replica secco il patron in sala stampa a precisa domanda su cosa pensa serva ai gialloblu per fare l’impresa contro i brianzoli. Sta ad Antonio Calabro adesso tirarla fuori, questa rabbia. E non sarà affatto facile, vista la condizione – fisica e soprattutto psicologica – con cui la Viterbese ha affrontato le ultime gare.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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