martedì, 29 Settembre, 2020

Viterbese e territorio, un tema caldo

La riflessione  sul ruolo che gioca il radicamento nel territorio quando si parla di futuro sostenibile per un club come la Viterbese che non può contare sul sostegno di un pubblico numeroso a prescindere e deve invece costruire nel tempo il senso di appartenenza verso la prima squadra della città/provincia  >>> LEGGI QUI, ha suscitato alcune positive e costruttive repliche nei social.

Dal Gruppo Pubblico Facebook Tifosi della Viterbese ne riprendiamo integralmente tre. Si tratta di tematiche per lo sviluppo delle quali il ruolo dei tifosi, per definizione tutori delle maglie, è fondamentale e imprescindibile. Ovviamente in simbiosi con la società. Ci auguriamo che il tema resti caldo. Mantenere la categoria senza connettersi trasversalmente con la città e con la provincia potrebbe vanificare qualsiasi ipotesi di salto di categoria che rimarrebbe, a nostro parere e all’interno di questo contesto, una sorta di Araba Fenice.

Gabriele Caropreso. “Tempo addietro ci trovammo a parlare con Paola Piacentini e Daniel De Falco su tutta una serie di iniziative utili al radicalismo del marchio Viterbese sul territorio cittadino e provinciale. Volendo i tifosi potrebbero collaborare in questa direzione, proponendo alla società le loro idee che poi valuterà se prenderle in considerazione o meno. A livello di curva il lavoro di radicamento territoriale della fede gialloblù ormai va avanti da diverse stagioni con ottimi risultati, tanto che ormai sono quasi più i ragazzi della provincia che quelli di Viterbo città che frequentano la Nord. Il credo è sempre lo stesso: una città, una provincia, una squadra ! Tramandare di generazione in generazione la passione per la squadra della nostra terra per creare quel bacino di tifosi che saranno il nostro domani. Volere è potere”.

Paola Piacentini.  “Abbiamo consegnato anche allo stesso Foresti una raccolta con le varie proposte tra cui c’era anche quella del simbolo poi scelto, chiedevamo di coinvolgere oltre che le scuole/famiglie anche le scuole calcio e le squadre di tutta la provincia. Proponemmo una serie di idee e iniziative che però non abbiamo visto attuare, credo che le iniziative debbano rientrare in un quadro ampio e strutturato perché fare sconti per una partita o iniziative senza inserirle in un contesto rischiano di esser vane. Dobbiamo lavorare sul tessuto di Viterbo e provincia ma dobbiamo farlo tutti i giorni mettendo insieme sinergicamente tutte le risorse possibile collaborando con stampa, tifosi, società e giocatori”.

Roberto  Roscigno.Se dai nostri 1256 spettatori di media apriamo una forbice di 250 spettatori vedrete che ci collocheremmo intorno al trentesimo posto su 60 squadre, non considerando quelle 15 – 16 realtà che sono fuori della nostra portata vuoi per blasone, vuoi per maggiore popolazione, vuoi per passato più o meno recente di serie B ed A, si può notare che la REALTÀ delle affluenze della lega pro non è molto lontana dalla nostra. Certo che un buon incremento sarebbe bello e recentemente ho letto di iniziative che mirano a coinvolgere; quello che deprime è mancanza di calore, ad eccezione degli encomiabili che stanno dietro la porta della curva nord c’è totale abulia e molta predisposizione alla critica che non aiuta certo chi sta in campo”.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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