sabato, 28 Marzo, 2020
Foto: Luca Prosperoni

Viterbese, Foresti e il ruolo del territorio

È stato più volte ribadito da Cuori Gialloblu che gli obiettivi stagionali della Viterbese – in una prospettiva lungimirante dopo l’inaspettato stop dell’era Camilli – sono fondamentalmente due. Si parla, come ovvio, del mantenimento (dignitoso) della categoria e del radicamento nel territorio.

In quanto al primo, sembra di fatto raggiungibile. Le cinque sconfitte consecutive (quattro in campionato e una in Coppa Italia) hanno riportato tutti con i piedi per terra, al netto di affermazioni futuribili che devono passare sempre al vaglio del campo. Ma che sono, al momento, del tutto smentite dai fatti.

La seconda opzione, strettamente correlata alla prima, rappresenta il nocciolo duro del problema. Quello su cui costruire un progetto sostenibile nel tempo, oltre che compatibile con quanto il territorio è in grado di offrire sotto l’aspetto del senso di appartenenza della gente alla prima squadra di calcio della Tuscia.

Un legame ben lungi dall’essere sostanziato, allo stato delle cose. Sotto questo aspetto, riteniamo che si stia facendo davvero troppo poco. Non vediamo partire, dal versante del club, iniziative e/o promozioni utili per rinsaldare un legame fra la città e il club. Peraltro mai nato durante la lunga era Camilli. Si è lavorato parecchio, e bene, sul piano della comunicazione. Ma questo non può certamente bastare.

Dobbiamo dire che ci aspettavamo qualcosa di più da parte del direttore generale Diego Foresti (nella foto di Luca Prosperoni), con il necessario supporto del presidente Marco Arturo Romano. Il suo attivismo diretto verso il territorio, che aveva suscitato grandi speranze nel biennio passato, sembra essersi molto affievolito nel corso della stagione corrente.

Salvo prova contraria e fermo restando che i risultati non lo stanno certo aiutando, ora come ora. Aspettiamo, non senza una certa ansia, di essere contraddetti. Per tornare a compiacerci con lui. Come ai vecchi tempi.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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