Viterbese, i giorni del vino e delle rose - Viterbese Calcio News- Cuori Gialloblu
sabato, 20 Aprile, 2019
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Viterbese, i giorni del vino e delle rose

Lo sfascio della terza serie italiana sembra inarrestabile. I pochi addetti ai lavori che se ne occupano a tempo pieno assistono, sgomenti, alla deriva infinita di una categoria che ha fatto la storia del calcio italiano e nella quale non riescono più a riconoscersi.

Il vuoto dirigenziale è palpabile, a tutti i livelli. Chi da tempo immemorabile si è autoincollato alle poltrone di vertice, non ha carisma e passione. Due elementi fondamentali per sapersi mettersi dalla parte dei tifosi, senza se e senza ma. Per ricomporre un giocattolo che sta per finire in mille pezzi.

L’immagine che all’esterno la serie C offre di se stessa è quella di una barca con le vele rotte. Un relitto che nessun nocchiero sembra più in grado di rimettere in mare aperto.

Sono sempre meno i giorni del vino e delle rose. Latitano sogni e speranze. Cresce il disincanto. Evapora la voglia di lottare. Lo spaesamento è totale. Il senso di appartenenza vacilla. L’indifferenza, che per gli umani è il peggiore di tutti i mali, fa capolino dietro l’angolo.

Eppure il vento soffia ancora sullo stadio della Palazzina, nel quale si è consumata e si consuma la “grande storia del club”. Per i tifosi che non mollano, il Rocchi resta il posto delle fragole. La Viterbese rimane e rimarrà la compagna fedele della nostra vita.

Per dirla con le parole di Pierangelo Bertoli, la tramontana che scende dalla Pallanzana continuerà a scompigliare le donne tra i capelli e correre a gara in volo con gli uccelli. Nessuno riuscirà mai a intrappolare il vento. E così pure il nostro amore incondizionato per quelle maglie gialloblù che, da sempre, ci portiamo nella mente e nel cuore. 

Una volta alla settimana il tifoso fugge dalla sua casa e va allo stadio. Quando la partita si conclude il sole se ne va e se ne va anche il tifoso. Scende l’ombra sullo stadio che si svuota. Il tifoso si allontana, si sparpaglia, si perde, e la domenica è malinconica come un mercoledì delle ceneri dopo la morte del carnevale (“Splendori e miserie del gioco del calcio”, Eduardo Galeano ).

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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