martedì, 15 Ottobre, 2019

Viterbese, i tifosi e il lato etico del calcio

In occasione della partita con la Vibonese i tifosi che rendono viva la Curva Nord del Rocchi hanno deciso di restare per tutto il primo tempo fuori dallo stadio. Un segno di protesta verso alcuni provvedimenti che li hanno colpiti e che ritengono ingiusti. Lo hanno spiegato in un comunicato ufficiale >>> LEGGI QUI. L’assenza del nocciolo duro, che dà il senso più vero al sostegno delle maglie gialloblù della Viterbese, non è cosa che si possa passare sotto silenzio.

È sempre un colpo al cuore vedere una curva vuota. Il calore e il colore dei tifosi sono l’essenza del calcio. Lungi dal ritenersi meri utenti del prodotto, i tifosi si sentono (sono) depositari e tutori delle maglie. Rappresentano i protagonisti più credibili della grande storia del club. Quelli che ci saranno sempre. Certo barcolleranno, in qualche momento. Ma non molleranno mai.

Quando entrano in uno stadio per sostenere la squadra del cuore lo fanno non solo per vederla vincere ma, anche e soprattutto, per riaffermare il loro amore incondizionato. Il genuino senso di appartenenza che li marchia a vita. Un rito che si svolge in tutte le latitudini del globo, in forme diverse ma sostanzialmente uguali. Uno stato dell’animo che rende il football – ancora oggi e nonostante tutto – il gioco più bello, più seguito e più amato del mondo.

I tifosi, vero pilastro del sistema, ne rappresentano il lato etico. L’errore di partenza è quello di continuare a considerare il calcio un’azienda come tutte le altre. Non lo è e non lo sarà mai. Il calcio è la monetizzazione di un sentimento. Il suo traino è la passione dei tifosi.

Nel calcio c’è (un disperato) bisogno di etica, proprio come nella vita. I tifosi sono l’incarnazione del lato etico di questo mondo lasciato andare alla deriva. Rappresentano un’ipoteca sul futuro, sulla sua sopravvivenza nel tempo. Candidi e immarcescibili Peter Pan, riescono a iniettare (ancora e con pervicacia) amore e passione dentro un sistema contaminato oltre ogni ragionevole misura dal business sfrenato che potrebbe farlo scivolare verso la fine.

Il calcio è uno sport con l’anima. La sua anima sono i tifosi. La loro assenza, oggi al Rocchi, è un pessimo e doloroso segnale. Andrebbe  affrontato e meditato con lucidità. Non solo semplicemente condiviso.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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