mercoledì, 28 Luglio, 2021

Viterbese, il calcio che non c’è

Finora la Viterbese ha giocato una sola partita ufficiale al Rocchi, il lontano 29 luglio. Era una calda domenica d’estate. Di fronte c’era il Rende, per il primo turno della Tim Cup.

Da allora ha disputato solo altre due gare ufficiali per la Coppa Italia, in trasferta, al Del Duca di Ascoli e poi a Marassi con la Sampdoria (il 12 agosto scorso, sembra un’eternità). Tutte le altre amichevoli, eccetto quella con il Siena, si sono giocate a Grotte o comunque lontano da Viterbo.

Per una serie di circostanze più o meno condivisibili, la Viterbese si allena da due mesi e mezzo senza scendere in campo con continuità. Nel frattempo il campionato di Serie C si prepara ad affrontare la quinta giornata.

L’effetto Marassi, che poteva fungere da volano per un importante radicamento sul territorio, è sfumato da un pezzo. La presentazione in pompa magna al Duomo è ormai solo un labile ricordo.

Il destino del club gialloblù, dopo la conferma del format di B a 19, è legato al destino dell’Entella. Se la società ligure sarà ammessa in cadetteria, i gialloblù traslocheranno in modo automatico nel girone A come ha richiesto la proprietà.

In questo interminabile arco di tempo la comunicazione è stata latitante, salvo un paio di dichiarazioni del patron Camilli a TMW e TuttoC.com (se non andiamo errati). Nel frattempo gli altri presidenti erano fiumi in piena. Valga come esempio l’atteggiamento tenuto dal presidente dell’Entella, Gozzi, nei confronti della squadra e dei tifosi.

Una stagione che poteva essere magica si è trasformata in una straziante attesa >>> LEGGI QUI. Incombe poi l’interrogativo di fondo. Se la Viterbese sarà costretta a giocare nel girone C, cosa deciderà di fare la proprietà?

Il calcio, anche se lo hanno trasformato in un deprimente business (specie nelle categorie superiori), resta un gioco. C’è bisogno di alimentare la passione dei tifosi scendendo sul prato verde per affrontare gli avversari con lealtà, alla ricerca del risultato migliore.

I tifosi ci saranno sempre, perchè al cuor non si comanda. Ma se non si gioca, e nel momento in cui stiamo scrivendo l’ipotesi è poco più di un’Araba Fenice, di che cosa stiamo parlando?

DI Sergio Mutolo

Innamorato da una vita della Viterbese, prova a tenere viva in rete la 'grande 'storia del club'. Direttore responsabile di Calciopress su Cuori Gialloblu si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare riferimento alla Serie C, sempre dal punto di vista dei tifosi.

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