giovedì, 6 Maggio, 2021

Viterbese, il piatto piange

Nel giorno di Santo Stefano la Viterbese è chiamata a dare prova di avere testa e cuore. In carenza, diventerà impensabile intraprendere una volta per tutte la risalita verso posizioni di classifica compatibili con le aspettative di inizio stagione.

Va detto con franchezza. I nove punti raggranellati in dieci partite sono un bottino quanto mai mediocre per un club che, questa estate, sembrava pronto a spaccare il mondo.

Le vittorie buttate alle ortiche con il Trapani e con il Rende, che avrebbero cambiato radicalmente le cose in termini di aspettative, confermano che la squadra non ha ancora la cattiveria giusta per affrontare avversarie che non mollano mai.

Volere o volare, il girone meridionale è questo. Occorre calarcisi dentro e viverlo con il coltello tra i denti. Certi cedimenti, quando i tre punti sembrano (sono) già messi in cascina, non potranno più essere ammessi.

Finora manca all’appello soprattutto l’attacco che, sulla carta, era stratosferico. Ma che, alla resa dei conti, si sta dimostrando fragile e inconsistente nonostante il doppio arrivo di Saraniti e Polidori avesse fatto sognare i tifosi. I gol tardano ad arrivare e nel calcio, sia sa, chi non segna non vince.

La Viterbese deve cambiare verso già da oggi, con la Paganese. Il club campano è desolatamente ultimo in classifica, con appena cinque punti. Reduce dal pesante 5-0 di Catania ha incassato finora 43 reti in 17 partite (con una media disastrosa di 2,6 gol per gara), che fanno della difesa azzurrostellata la peggiore di tutta la terza serie.

Questa volta non ci sono più alibi, di nessun tipo. Lo spazio per il buonismo si è ampiamente esaurito. La Viterbese è chiamata a offrire una prova all’altezza delle sue potenziali (reali?) possibilità. Contro un avversario che sulla carta appare di una pochezza tecnica inusitata sarà bene che gli attaccanti gialloblù, dalle polveri fin qui davvero troppo bagnate, dimostrino di possedere le capacità balistiche per le quali la società li ha inseriti nella rosa.

Se si vogliono centrare certi obiettivi tutti i bonus giustificativi sono ormai esauriti, senza se e senza ma. Oggi serve solo una vittoria. E dovrà essere una vittoria perentoria, non strascicata. Se ciò non accadesse, ci sarebbe seriamente di che preoccuparsi.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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