sabato, 28 Marzo, 2020

Viterbese, il Pilastro è piccolo per le giovanili

Quasi cinque metri. Mancano almeno cinque metri di campo al “Vincenzo Rossi” del Pilastro per ospitare le squadre del settore giovanile della Viterbese. Che, salvo deroghe, dovrà continuare a girare per la provincia per disputare le gare ufficiali. Triste destino gialloblu che si pensava archiviato per sempre.

Il campo del Pilastro, infatti, oggi restaurato – dopo due anni dall’avvio dell’iter e con una spesa di circa mezzo milione di euro – e pochi giorni fa provvisoriamente affidato dal Comune di Viterbo alla Viterbese per gli allenamenti della prima squadra di mister Antonio Calabro, sarebbe troppo piccolo per ospitare le gare ufficiali del settore giovanile gialloblu. Specie quelle della Berretti che, ironia della sorte, ha inaugurato l’impianto domenica 22 dicembre in un’amichevole contro la prima squadra.

Se per le altre squadre del vivaio forse si potrà ottenere una deroga per l’utilizzo del “Vincenzo Rossi” in gare ufficiali, seppur più piccolo di quanto prevede il regolamento, i problemi principali riguardano tutti proprio la formazione Berretti, che sta ottenendo peraltro straordinari risultati sotto la guida di mister Alessandro Boccolini e che ha nella sua rosa giovani interessanti e di prospettiva che potrebbero anche approdare in prima squadra, come  e Capparella e i gemelli Menghi. Il regolamento del campionato Berretti parla chiaro: il campo deve essere di 100×60 metri, con uno scarto massimo del 4%, e il Pilastro non si avvicina neanche lontanamente a queste dimensioni. Il campo sintetico, infatti, è più corto e in larghezza non arriva a 55 metri. Difficilmente potrà pertanto esserci una deroga dalla Federazione.

Mistero buffo: impossibile stabilire come sia potuto accadere che un impianto sportivo completamente restaurato, costato 500mila euro alla collettività, con l’apposizione del manto in sintetico (con i gommini, e non con cocco e sughero come quelli di ultima generazione) non sia utilizzabile per le gare ufficiali di squadre giovanili. Un errore marchiano nel progetto iniziale realizzato dal Comune? Una svista grossolana della ditta che si è aggiudicata l’appalto? Oggi non si hanno ancora elementi per dirlo: risposta non c’è, o forse chi lo sa, caduta nel vento sarà… Più avanti al riguardo ne sapremo di più, ma la sostanza resta la stessa: il campo è piccolo. E la Berretti così non ci potrà giocare.

Va detto che l’assoluta priorità era dotare la prima squadra di calcio cittadina di un impianto per potersi allenare, e questo è un obiettivo che è stato raggiunto, anche se il “Vincenzo Rossi” resta oggi accessibile solo ai tesserati della Viterbese perché l’area è di fatto ancora un cantiere. La ratio con cui due anni fa il Comune avviò il restyling del Pilastro era questa ed è stato comunque un positivo passo in avanti nella gestione dell’impiantistica sportiva cittadina. Ma, una volta firmata la nuova convenzione tra amministrazione e Viterbese, che il settore giovanile non possa giocare al Pilastro sembra veramente un’assurdità. Impossibile da comprendere come sia potuto accadere.

Il presidente della Viterbese Marco Arturo Romano avrebbe dato la propria disponibilità e quella della società di via della Palazzina ad occuparsi di eventuali futuri lavori per sistemare il campo sintetico – nuovo e costato mezzo milione! – così da allargarlo per potervi far giocare la Berretti e gli altri. Magari sacrificando la tribunetta da cui i tifosi assistono agli allenamenti. Potrebbe essere la prima delle “migliorie” (ripetiamo: su un campo appena rimesso a nuovo) richieste dal Comune alla Viterbese come contropartita per l’affidamento definitivo del “Vincenzo Rossi”, considerato pertinenza dell’”Enrico Rocchi”. Di questo certamente discuteranno quando, a breve, le parti si rivedranno per aggiornare la convenzione per l’affidamento dello stadio della Palazzina con annesso campo del Pilastro. E per cercare di trovare una soluzione a una vicenda dai risvolti grotteschi.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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