martedì, 15 Ottobre, 2019

Viterbese, il Rocchi e il calcio per ‘vecchi’

Il pubblico è in vertiginoso calo in tutte le categorie del calcio professionistico italiano. La serie C si adegua all’andazzo, mettendoci del suo in quanto anello debole della catena.

Va scemando in modo quasi esponenziale l’interesse intorno alle partite dal vivo. La concorrenza dei media (tv e streaming) è formidabile. Gli stadi si svuotano, più o meno ovunque. Il Rocchi di Viterbo non fa certo eccezione.

Per riportare la gente alle partite sarebbe necessaria una decisa inversione di rotta. Soprattutto se si vogliono riportare negli stadi i giovani nelle cui mani è custodito il nostro futuro, e non solo quello calcistico, attratti nel terzo millennio da ben altre sirene.

Il fatto è che il calcio si sta trasformando, dal bellissimo e frequentato spettacolo popolare che era, in uno sport per vecchi e per pantofolai. Lo scrittore inglese Nick Hornby ha battuto molte volte su questo tasto, definendo il calcio moderno come uno spettacolo riservato secondo lui a ‘benestanti adulti’. In Inghilterra il tifoso da stadio ha, oggi, mediamente più di 45 anni. In Italia la media, a causa dell’invecchiamento generale della popolazione, è ancora più alta.

Quando Hornby era ancora un ragazzo (è nato a Redhill nel 1957) il biglietto d’ingresso allo stadio costava come quello della metropolitana. I prezzi, oggi, sono il più delle volte, insostenibili. Dove possono i ragazzi trovare i soldi che servono per pagare il biglietto di ingresso a una partita?

Altrettanto improbabile aspettarsi che i millennials finiscano per innamorarsi di questo sport pur sempre bellissimo, in un mondo che offre un’infinità di svaghi molto più a buon mercato. E così la passione per il calcio invecchia, mentre il futuro è (sarebbe) nelle mani dei giovani. Proprio quelli che restano fuori dagli stadi, anche per mancanza di iniziative ad hoc.

Il sistema ha (forse) risolto il problema della violenza, ma per innalzare un altro muro davanti ai tifosi. E così il calcio, evento popolare per definizione, si trasforma senza accorgersene in uno sport per ‘vecchi ricchi’ e per ‘pseudo-tifosi’ in pantofole’.

Come si potranno allora riconquistare al calcio i giovani, che sono l’ossigeno del mondo e dovrebbero assicurarne la crescita, se non si mette in campo un impegno specifico coniugato a una grosse dose di fantasia?

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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