giovedì, 5 Dicembre, 2019
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Viterbese, inizia ufficialmente l’era Romano

Il ritardo è notevole, tanto che in sala stampa si inizia a pensare che qualcosa dal notaio sia andato storto. E poi una quarantina di minuti dopo le 19 arriva: Marco Arturo Romano, nuovo presidente della Viterbese, si presenta tra gli applausi ai microfoni della stampa e alle decine di tifosi presenti al “Rocchi”, con indosso un cimelio. La sciarpa della US Viterbese Calcio ‘90, quella che sfiorò la serie B, dono di un tifoso speciale che sta combattendo la battaglia più importante.

La nuova vita della Viterbese comincia così. Dopo sei anni di gestione Camilli inizia per il sodalizio gialloblu un nuovo percorso. “Parte oggi una nuova era – esordisce il neo patron della Viterbese, che dopo una ventina di giorni di trattative con la famiglia Camilli è diventato il titolare, oltre che l’amministratore unico, del club della Palazzina -. Devo dire grazie a Piero Camilli perché ha avuto fiducia nell’ingegner Romano. Resterà come sponsor, abbiamo un accordo verbale. La trattativa è durata poco e si è conclusa in breve: il preliminare lo abbiamo stilato in poche ore”. E poi le pratiche burocratiche per la sostituzione della fideiussione e, oggi alle 19,12, la firma davanti al notaio. Non senza affanni: qualche divergenza di vedute con Camilli fino all’ultimo ha messo in discussione l’accordo, che però alla fine è andato in porto. In zona Cesarini.

“Inizia una nuova fase, un nuovo progetto, speriamo vincente – aggiunge Romano, solo davanti ai microfoni della stampa -. Mi piace esserlo in ogni cosa, spero di portare in alto questi colori. Vi chiedo pazienza, perchè per fare le grandi cose ci vuole tempo. E serve un progetto strutturato costruito, che passerà dai giovani: vogliamo creare una squadra giovane, integrandola con i giocatori che già ci sono e con altri che stanno arrivando e arriveranno. Li stiamo cercando, domani ne acquistiamo qualcuno. Sono loro la base su cui lavorare”. Il dubbio sul fatto che i giovani che arriveranno saranno solo prestiti che nulla aggiungeranno al capitale gialloblu resta, su questo l’ingegnere non fa chiarezza. Ma assicura che non venderà giocatori sotto contratto nonostante le richieste del mercato: Atanasov, Mignanelli e Vandeputte sono cercati da squadre di C e B, ma Romano si dice convinto di poterli (e volerli) trattenere. “Non svendiamo nessuno – dichiara -. Ce li teniamo stretti quelli forti e bravi. Se ci arriveranno offerte irrifiutabili valuteremo, ma non credo che ne riceveremo”.

Raggiunto sul tavolo dall’avvocato Enrico De Feo (sarà lui il nuovo dg se Diego Foresti non sarà confermato?), Marco Arturo Romano annuncia che buona parte dello staff attuale dovrebbe rimanere, ma che sono ancora in bilico sia il direttore generale Diego Foresti, sia il mister Antonio Calabro. Quest’ultimo, tuttavia, domani dovrebbe cominciare il ritiro con la squadra tra Soriano e Canepina. “Con Calabro ci siamo incontrati, mi è sembrato che voglia proseguire il lavoro con la Viterbese – dice il presidente -. Stasera e domani ci rivediamo per limare i dettagli tecnici, per poterci confrontare sulle scelte da fare e su quelle che abbiamo già fatto, perché con alcuni giocatori che presto annunceremo abbiamo già chiuso accordi verbali. Non potevamo fare altro prima della firma sull’atto di oggi. Tito Corsi sarà il responsabile dell’area tecnica, Marco Lancetti il direttore sportivo. Entrambe persone che mi hanno seguito in questi anni di mia breve storia calcistica. Foresti? Della Viterbese attuale prenderemo il meglio, molti rimarranno a lavorare con noi perché sono persone valide, se tutti accetteranno la nostra stessa visione”. Risposte che però non chiariscono realmente che intenzioni ha la società in merito al miglior direttore generale mai passato da queste parti, che è ancora sotto contratto fino al 2020. La posizione della piazza è chiara: Foresti deve restare. Ma su questo punto non c’è stata chiarezza da parte della nuova dirigenza.

Tuttavia, gli applausi scrosciano quando Marco Arturo Romano si gioca il jolly che incontra il favore della gente: il nome della squadra. “Mi piace il nome Viterbese – annuncia senza mezzi termini, facendo intendere che Castrense, segno distintivo della famiglia Camilli, sparirà -. Non voglio prendere decisioni contro qualcuno, ma la Viterbese rappresenta Viterbo e allo stesso tempo tutta la provincia, non può essere legata solo all’insegna di comune. La Viterbese è una, non ha senso che porti il nome nome di un altro comune”. Applausi a scena aperta dal tifo, ma per il cambio bisognerà attendere. “Non ci sono i tempi tecnici per la variazione, ma faremo di tutto per cambiare lo stesso nome – spiega l’ingegnere -. Abbiamo già parlato con il presidente Gravina, forse avremo una deroga. Vediamo di farlo da subito”. Poi si rivolge ai tifosi, e ai rappresentanti dell’amministrazione comunale presenti in sala, i consiglieri Giulio Marini e Matteo Achilli, che in questi giorni hanno seguito da vicino le trattative per la cessione della società. “Chiedo ai tifosi di starci vicino – invoca il nuovo presidente, senza risparmiarsi una frecciatina alla precedente proprietà -, agli imprenditori di Viterbo di starci vicino. So che ci sono stati in questi anni allontanamenti dovuti ad alcune tensioni, spero che li supereremo e andremo avanti tutto insieme. Il Comune si è messo a disposizione, da subito ho interloquito subito con Giulio Marini, oggi ho conosciuto il delegato allo Sport Achilli”.

Romano è emozionato e svela qualche dettaglio sulla cessione del club. “L’emozione è grande, l’atto di oggi pomeriggio è stato sofferto anche se era tutto definito (si parla di qualche “screzio”con Camilli che a momenti fa saltare il banco, ndr). Io sono laziale, cittadino del Lazio, sono un ciociaro che vive a Roma e ha uffici a Viterbo. Sono contento, sono diventato presidente e proprietario di una squadra di calcio del mio territorio, la sento vicina. Quando sono uscito dalla Reggiana ho cercato un’altra realtà da acquisire, come la Sambenedettese. Meno male che quel passo non l’ho fatto, sono felice oggi di essere qui Viterbo. La Viterbese è una società privata, certo, ma i veri proprietari della Viterbese sono i tifosi e la città. Una squadra non è solo business, il suo sviluppo va condiviso con la gente, tenendo conto di tanti equilibri”.

E poi un passaggio sul calciomercato. “Non è vero che le altre squadre si muovono e noi no – afferma -. Abbiamo lavorato, sentito tanti calciatori. Soprattutto giovani, ma la campagna acquisti non si fermerà ai giovani. Faremo scelte oculate, mirate. Con le aziende del mio gruppo faremo anche investimenti sull’innovazione: metteremo luci a led, la zona accoglienza sarà più ampia, perché lo stadio deve diventare un punto di incontro con la città, per la città. E sostituiremo l’impianto audio”. Poi, strizzando l’occhio a Giulio Marini, in conclusione Romano cavalca un altro dei cavalli di battaglia della tifoseria gialloblu. “Speriamo di avere presto la necessità di dover realizzare la nuova tribuna Pratogiardino – conclude, prima del brindisi preparato per bagnare il varo di questa avventura -. Seguiteci, dateci fiducia e faremo insieme un buon lavoro”. Se le parole diventeranno fatti concreti lo scopriremo solo vivendo.

DI Eleonora Celestini

Eleonora Celestini
“Giornalisti si nasce e io modestamente lo nacqui”: passione e vocazione hanno scelto per me il mio mestiere, io ho solo assecondato il tutto con una laurea in Scienze della comunicazione e tanta gavetta sul campo, specie in ambito sportivo. Ho collaborato per anni al Corriere di Viterbo e sono stata dal 2010 al 2015 responsabile dell’ufficio stampa della Provincia di Viterbo. Mi sono occupata della comunicazione della As Viterbese Castrense e ho lavorato come redattore a ViterboNews24. Oggi mi occupo dell'area comunicazione di Confartigianato Imprese di Viterbo. Approdo nella redazione e di CuoriGialloblu perché no, al cuor proprio non si comanda

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