giovedì, 24 Settembre, 2020

Viterbese, la “grande storia del club”

Scalda il cuore la notizia che la squadra sarà presentata ufficialmente in Piazza San Lorenzo e che l’evento si svolgerà durante una delle cene in piazza del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa (nella foto).

Un appuntamento che mancava da tempo nell’agenda dei tifosi gialloblù. Il fatto che sia stato organizzato insieme al Sodalizio, che della viterbesità è un portabandiera, rappresenta un grande punto di merito per il patron Piero Camilli e per il dg Diego Foresti.

Si respira un’aria nuova dalle parti della Tuscia, almeno in senso calcistico. Il legame tra la città e la squadra che ne porta i colori si sta rinsaldando ogni giorno che passa.

Forte e sincera deve essere la gratitudine per la famiglia Camilli che, all’inizio del sesto anno al timone della società, sta regalando agli appassionati (e non) soddisfazioni forse irripetibili.

I giorni radiosi del passato e le serate storiche del presente, come quella di Marassi, non debbono però mai far dimenticare che la “grande storia del club” è un racconto ondivago fatto di picchi e di cadute. Nel nostro caso dura ormai da 110 anni.

In questo lungo arco di tempo la squadra non è stata mai lasciata sola. Sempre e comunque ha catturato la mente e il cuore di quanti la hanno amata nell’arco dei decenni, a prescindere dalla categoria. Ha regalato emozioni e sensazioni forti.  

La “grande storia del club” continua. C’è ancora tanto da raccontare. Ci sono ancora innumerevoli pagine da scrivere. Forza Viterbese e ad maiora!

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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