sabato, 19 Giugno, 2021

Viterbese, la paura di vincere

La stagione sembra nata sotto una cattiva stella. La Viterbese non riesce più a vincere. E così, dopo sette giornate, il club gialloblù non si scolla dall’ultima posizione. Non bastano a risollevare le sorti della squadra, tanto meno la classifica, i due pareggi casalinghi con la Casertana e il Trapani. Quello con i siciliani, poi, assume i contorni di una vittoria buttata alle ortiche. 

Va detto con franchezza. A 12’ minuti dalla fine la partita con il Trapani era praticamente vinta. La Viterbese, dopo un primo tempo molto incoraggiante in prospettiva, si preparava a portare a casa i tre punti dai quali ripartire nel tripudio del Rocchi. Uno svarione di Forte ha aperto invece la porta al pareggio dei siciliani guidati da Italiano.

A quel punto ha prevalso la paura, favorita dalla mancanza di coraggio di Sottili che ha abbassato troppo il baricentro della squadra optando per tre cambi quanto meno cervellotici. Fatale la seconda papera di Forte. E così ogni illusione è andata a farsi benedire.

Inutile prendersela con i singoli. Con Forte, che ha avuto una giornata sfortunata. Oppure con Roberti, costretto a sostituire un Polidori in gran spolvero senza averne le prerogative tecniche. O infine con i due under Messina e Perri, che c’entrano come i cavoli a merenda in una partita da vincere e ormai vinta.

Il fatto è che la squadra si regge sulla vecchia guardia. Alzi la mano chi ha visto giocare una partita degna di questo nome ai nuovi arrivati. Fanno eccezione Damiani (centrocampista di classe limpida) e Polidori (esploso, pur se tardivamente, contro il suo vecchio club). A nostro parere pesa molto più di quanto non si pensi l’assenza di uno come Zerbin, che avrebbe potuto fare la differenza con il suo talento e la sua prorompenza agonistica.

Lo stravolgimento estivo della rosa ha portato a Viterbo un gruppo di giocatori inconsistenti, che non stanno dando un bel niente alla causa gialloblù. Ieri sono stati Sini, Atanasov, Baldassin, Cenciarelli e Vandeputte a tenere in piedi la squadra fino al 2-0.

Poi la paura, partita dalla panchina, si è trasmessa ai giocatori e di conseguenza ai tifosi (anche oggi encomiabili, come sempre dall’inizio di questo sfortunato torneo). More solito la squadra ha cominciato a sbandare, fino a cedere le armi per tornarsene a Grotte con le pive nel sacco. Perché questo pareggio, per tanti e giustificati motivi, equivale a una sconfitta.

Ci sarà molto da fare per uscire da una situazione che sta diventando sempre più incresciosa. I numeri, nella loro crudezza, stanno ridimensionando e non poco il progetto di partenza >>> leggi QUI.

Le ambizioni agostane sono già evaporate, sepolte sotto una serie di prestazioni disastrose delle quali è responsabile il gruppo nella sua totale interezza. Perché nel calcio, sia chiaro, le partite si vincono e si perdono tutti insieme. E ciascuno si deve poi assumere le sue personali responsabilità.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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