martedì, 15 Ottobre, 2019

Viterbese, lancette ferme al 12 agosto

Stanotte è entrata in vigore l’ora legale. Le lancette degli  orologi sono state portate indietro di un’ora. Per tutti la vita ha ripreso il suo flusso normale, come se niente fosse. Per la Viterbese, invece, il tempo si è fermato al 12 agosto.

Magari si potesse ripartire dalla partita di Marassi con la Sampdoria. Da quella serata magica, che si pensava avrebbe potuto aprire scenari mai visti a Viterbo.

Niente di tutto questo. Ogni giorno si ricomincia da capo, come nel film. Con Bill Murray condannato a ripetere sempre la stessa giornata in attesa di qualcosa che lo riporti avanti nel tempo, per vivere la sua vita.

La Viterbese è l’unica squadra in Europa a non aver mai giocato in campionato. Sono trascorse nove lunghe giornate. La squadra di Lopez è confinata a Grotte, con il morale sotto la suola delle scarpe, in attesa di capire quando potrà finalmente smetterla di ripartire da capo con stucchevoli allenamenti fini a se stessi ogni mattina che Dio manda in terra.

Il Rocchi è desolatamente chiuso. I gruppi organizzati si sono sciolti o autosospesi. Quando la curva riaprirà i battenti, chi la colorerà di gialloblù? Il tifoso tradizionale è sconsolato, confuso, disincantato, disilluso. L’ambiente  è moscio e disamorato, come nei tempi più bui della “grande storia del club”. Anzi di più, perché stavolta manca l’opportunità di prendersela con qualcuno e di lottare per un progetto purchessia.

Oggi è la solita domenica mesta. Altrove si scende in campo e si parla, comunque, di calcio giocato. A queste latitudini tutto resta come prima. La Viterbese è ferma. Il cuore della gente si dirige altrove.

Al di là di analisi più o meno leguleie e di esiti finali che si riveleranno più o meno in linea con obiettivi un po’ opachi,  è valsa davvero la pena far pagare ai tifosi un pegno così alto?

Se vuoi costruire una barca, non radunare uomini solo per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito” (Il piccolo principe, Antoine De Saint-Exupéry)

 

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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