Viterbese, lettera di una tifosa a Camilli - Viterbese Calcio News- Cuori Gialloblu
giovedì, 20 Giugno, 2019
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Viterbese, lettera di una tifosa a Camilli

Non si registrano passi avanti. La Viterbese resta sospesa nella sua bolla d’aria. Sarà cessione? Oppure iscrizione (transitoria) in attesa degli sviluppi? Addirittura non iscrizione e conseguente cancellazione? Enigmi ben lontani dal trovare una soluzione, a poco più di dieci giorni dalla scadenza per il deposito della domanda di ammissione al campionato di Serie C 2019-20.

In questa calma piatta, possibile preludio di una tempesta cosmica, Cuori Gialloblù non se la sente proprio di continuare a raccontare il nulla al quale ci hanno al momento condannati. Siamo narratori di storie, anche dolorose. Questa, però, è veramente una pessima storia. Non ci piace. Non accettiamo la vicenda che l’ha innescata. Induce solo rabbia e sofferenza. Smorza, per sfinimento, lo spirito battagliero e costruttivo che anima il nostro sito.

Abbiamo dunque deciso di pubblicare oggi, in forma di lettera aperta, una riflessione postata dalla storica tifosa Paola Piacentini sul profilo Facebook Viterbo Siamo Noi. La terremo in primo piano fino a quando i nodi non saranno sciolti. Perchè quello che vogliamo è una risposta. Ci è dovuta, per rispetto. Solo il rispetto genera rispetto.

Questa lettera è, soprattutto, una lettera d’amore. Un sentimento che non è mai scattato tra Piero Camilli e la città di Viterbo, non certo per colpa dei tifosi. Omnia vincit amor, dicevano i latini. Senza amore, credeteci, non si va da nessuna parte. Meglio darci un taglio? (Sergio Mutolo).

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“Credo che il dilemma dei tifosi gialloblù sia racchiuso in questi sei scatti: i primi tre a sinistra rappresentano l’era targata Camilli con i tanti traguardi raggiunti e quelle a destra rappresentano epoche passate a lottare per non veder sparire i nostri colori .

Se ci fermiamo a riflettere le pene che stiamo vivendo in questi giorni non sembrano poi così diverse da quelle vissute prima dell’approdo di Piero perché in sostanza dobbiamo sempre lottare per non sparire, dobbiamo lottare per garantire un futuro ai nostri amati colori ma nonostante ciò, chi ha vissuto quelle proteste sa che ci sono delle differenze abissali perché in quei casi il futuro dipendeva da loschi personaggi che lucravano sulla Viterbese e dipendeva poi da tutti gli organi preposti al controllo dei conti delle squadre professionistiche ed erano anni in cui i campionati partivano senza grandi sogni e speranze. 

Adesso il nostro presente e futuro è in mano a Piero Camilli, Vincenzo Camilli e Luciano. Siamo qui che attendiamo un loro segnale, uno spiraglio a cui aggrapparci e non deve sorprendere il voto di quei tifosi che ancora oggi sceglierebbero la Famiglia Camilli perché loro ci hanno garantito sei anni di calcio ad alti livelli per cui le persone accettano di mettere da parte dignità e orgoglio perché poi sanno che con i fatti Piero ha dimostrato di non avere eguali in questo territorio così refrattario nei confronti della Viterbese.

Oggi siamo qui a chiederci se questo nostro malessere è sintomo di poca riconoscenza o di profondo amore per i nostri colori; siamo qui a chiederci se va via lui quale sarà il nostro presente?; siamo qui a domandarci perché ogni estate dobbiamo tribolare? siamo qui a riflettere sul perché non sia scattata forse una scintilla di amore e orgoglio per questa piazza che lo rispetta e vorrebbe venerarlo ma c’è il timore a lasciarsi andare; siamo qui a tormentarci senza avere risposte e non ci sembra giusto anche per quei tifosi che hanno problemi di salute e vivono con ansia questi giorni, per quei tifosi più anziani che lo scorso agosto erano bambini in quel di Marassi e per quei bambini che hanno scoperto quanto è bella la squadra della loro città…

Ecco vorrei avere il potere per sciogliere tutti i dubbi a noi tifosi e al tempo stesso far innamorare Piero di questa città. Vorrei poter mettere tutto in ordine e partire per un’altra entusiasmante stagione … vorrei veramente tanto ma non posso!

Venerdì sarò allo stadio, ascolterò i ragazzi della Nord e ogni altro tifoso che interverrà ma ho già la consapevolezza che mi troverò concorde con le parole di tutti perché avendo vissuto entrambe le epoche so cosa non vorrei tornare a vivere ma al tempo stesso so che questa incertezza mi fa stare male e non vorrei sembrare ingrata o poco riconoscente, vorrei solamente conoscere il ns destino e capire perché sia stato messo in bilico anche in questa stagione.

DI Redazione

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