mercoledì, 13 Novembre, 2019

Viterbese, niente sarà più come prima

Il 20 giugno scorso, ma sembra passata un’eternità visto l’accavallarsi degli eventi che stanno mettendo a dura prova la resistenza psico-fisica dei tifosi, Cuori Gialloblù pubblicava una riflessione >>>> “Viterbese, Camilli e il cambio di paradigma”. Dategli una scorsa, se ne avete voglia e tempo.

Le soluzioni possibili, in quel momento storico, erano sostanzialmente tre: non iscrizione, cessione, soluzione di continuità. Qui e ora, la prima ipotesi è stata per fortuna scongiurata. Restano in piedi, dunque, la seconda e la terza.

In quanto al closing sta procedendo in modo alquanto faticoso. C’era da aspettarselo. In giro per le praterie della terza serie nazionale i compratori “veri” non abbondano di certo. Incontrare il cavaliere bianco che risolverà al meglio le cose resta un’ipotesi assai poco verisimile, considerata la ristrettezza dei tempi.

Il 12 luglio Gabriele Gravina ufficializzerà il format della serie C e il 4 agosto la Viterbese dovrà scendere in campo per difendere la Coppa Italia festosamente conquistata nella doppia sfida con il Monza.

Piero Camilli ha ribadito più e più volte che lascerà la sua creatura, perché di questo stiamo parlando, in ottime  mani. Ci fidiamo di lui. Non resta che aspettare. Punto e stop.

Nel caso in cui la cessione non andasse a buon fine per le ragioni più volte sottolineate, al patron non resterebbe altra ipotesi che rimanere in sella. Con quali obiettivi non è dato saperlo. Anzi si. In conferenza stampa ha detto che lascerà tutto nelle mani dell’avvocato Tonino Ranucci, con il mandato di gestire una squadra di basso profilo tecnico e di altrettanto modeste ambizioni.

In ogni caso, che si tratti di cessione a soggetti affidabili oppure di una soluzione di continuità societaria purchessia, non potremo che assistere a Viterbo a un cambio di paradigma.

Ci riferiamo a un modo diverso di rapportarsi con le maglie gialloblù, con la città, con i tifosi e in generale con il territorio. Il discrimine rappresentato dalla ultima conferenza stampa organizzata dal patron, non lascia spazi diversi. Il cambio di paradigma dovrà comunque essere corposo, se non addirittura radicale.

Non resta che aspettare per capire chi sarà a metterci mano. Il vecchio paradigma, lungo sei anni e costellato di successi favolosi e storici (la Coppa Italia docet), non potrà più reggere dopo gli eventi che si sono succeduti. Il tempo stringe e, molto presto, il rebus sarà risolto.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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