sabato, 26 Settembre, 2020
Foto: Max Luz

Viterbese, ogni maledetta domenica

La Viterbese torna dal Granillo con un pugno di mosche. Il punto con la capolista Reggina, strameritato sul campo, si è volatilizzato per la concessione alla squadra di Toscano di un calcio di rigore che grida ancora vendetta  >>> QUI la perfetta analisi di Eleonora Celestini.

Al termine di una prestazione gagliarda i ragazzi gialloblu devono così incassare la quarta sconfitta consecutiva in campionato con mister Calabro in panchina. Che diventa la quinta consecutiva, se si aggiunge quella a Monopoli subita quando il tecnico era Giovanni Lopez.

A causa delle pessime prestazioni di una lunga serie di arbitri-contro che il destino ha disseminato lungo la sua strada, per la Viterbese ogni domenica sembra trasformarsi in una maledetta domenica.

Era già successo in campionato a Bari (rigore contro inesistente), a Catania (rigore contro per fallo di mano inesistente), a Potenza (rigore non concesso), al Rocchi con la Cavese (gol in fuorigioco concesso agli ospiti e rigore a favore negato), a Terni (fallo su Errico non fischiato nell’azione del gol che ha deciso la partita). Era accaduto anche in Coppa Italia ancora con il Teramo, ma stavolta in casa (rigore contro inesistente).

Il morale della squadra, della società e dei tifosi è finito sotto i tacchi. La classifica è pesantemente condizionata dal pedissequo reiterarsi di circostanze e situazioni sempre a sfavore del club gialloblu.

Il presidente Marco Arturo Romano è affranto. Lo esprime con limpidezza il comunicato stampa diffuso poco fa. Lo riportiamo integralmente.

Abbiamo deciso di non protestare più, i nostri appelli non sono serviti a nulla. Le ripetute ingiustizie subite sono evidentemente la normalità e il destino della nostra Viterbese non interessa a nessuno. Abbiamo deciso di protestare in silenzio, sperando che questo diventi assordante per tutti quelli che ci stanno facendo del male. Io come Presidente domenica mi sono sentito umiliato, offeso e senza parole di fronte ai miei giovani calciatori che erano disperati per aver perso una partita giocata in modo perfetto, a causa dell’ennesima svista arbitrale sul finire della partita. Siamo stufi di subire dei torti e per protestare nei confronti delle istituzioni abbiamo deciso di non partecipare all’incontro del 19 dicembre con gli arbitri. Invitiamo tutti a riflettere e che il nostro silenzio sia sempre più assordante e faccia riflettere le autorità preposte (Il Presidente: Marco Arturo Romano)”.

Sta adesso a mister Antonio Calabro (nella foto), uomo coriaceo e determinato come pochi, tenere alto il morale della truppa e ribaltare le avversità a favore dei giovani gialloblu.

Una volta invertita la rotta le grandi qualità della squadra e la volitività dei tanti giovani in rosa saranno determinanti per disegnare un futuro meno “maledetto” per le domeniche a venire dei tifosi, che stanno soffrendo come cani.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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