martedì, 15 Giugno, 2021

Viterbese, per la società conta solo la Coppa

Ieri è stata una giornata campale per la Viterbese. Un mezzo terremoto. Nel silenzio mediatico che contraddistingue la società gialloblù, sono state prese due decisioni fondamentali in chiave futura. Ci riferiamo all’esonero di mister Antonio Calabro e alla scelta di far giocare a Catanzaro la Beretti puntando tutto sulla Coppa Italia.

  • La rimozione dell’allenatore pugliese dal suo incarico suscita stupore e lascia interdetti. Il fatto è che non dovrebbero bastare due righe di comunicato ufficiale per allontanare dalla panchina un tecnico che ha tirato fuori la Viterbese da una situazione molto ingarbugliata. Non è da tutti assumersi l’onere di guidare un gruppo ormai molliccio per giocare ogni tre giorni e, soprattutto, realizzare il miracolo di arrivare alla finale di Coppa Italia Serie C con il Monza. Calabro ha dimostrato di essere un grande allenatore e un ancor più grande motivatore. Per questo abbiamo chiesto alla proprietà di spiegare, anche in modo sintetico, le ragioni che hanno determinato questa decisione. Un atto dovuto verso i tifosi, secondo il nostro modo di interpretare il calcio. Al momento in cui scriviamo, il silenzio non è stato ancora rotto. Restiamo fiduciosi sull’arrivo di un segnale purchessia.
  • La scelta di puntare tutto sulla finale di ritorno di Coppa, che si giocherà al Rocchi, ci trova invece totalmente consenzienti. Una decisione logica e ineludibile. Lo abbiamo scritto in più occasioni. Solo grazie all’opzione Coppa Italia resterà aperto ogni possibile scenario. Aggiudicandosi il trofeo, la Viterbese entrerà nei playoff dalla porta principale e non dal buco della serratura. Chi guiderà la squadra in panchina con il Monza sarà chiamato a percorrere l’ultimo miglio, la volata finale di un anno vissuto pericolosamente. Occorreranno tempra e polso, doti non facili da intercettare in un finale di stagione convulso quanto mai. La Coppa Italia potrebbe riscattare una stagione nata sotto una cattiva stella. Solo la grande cavalcata della “banda Calabro” però, questo va detto e riaffermato con forza, ha dato ai tifosi la possibilità di rovesciare una situazione così complicata da sembrare irreversibile.

La società, giocandosi il tutto per tutto sulla Coppa, ha fatto una scelta coraggiosa e condivisibile. Che ben si attaglia alla tradizione dei Leoni Gialloblù. Gli applausi saranno comunque scroscianti al termine di una stagione che tra alti e bassi, a causa delle grandi difficoltà affrontate e grazie soprattutto al prezioso contributo di Antonio Calabro, ha certamente riavvicinato i tifosi alle maglie gialloblù.

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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