sabato, 26 Settembre, 2020

Viterbese, quando vincere fa tornare l’allegria

Ha  ragione Arthur Antunes Coimbra, per tutti semplicemente Zico, quando sostiene che “il calcio è gioia, il calcio è divertimento, il calcio è allegria”.

Le due fantastiche vittorie ottenute al Rocchi con il Pisa e al Pinto con la Casertana nell’arco di quattro giorni, arrivate al termine di partite stracolme di emozioni e di reti, riconciliano in modo definitivo la Viterbese con il suo pubblico. Si è realizzato un magnifico spot per la società e, in generale, per il gioco del calcio.

Registriamo l’ennesimo punto d’onore per un allenatore, Antonio Calabro, che si conferma speciale per la capacità di coagulare intorno alle sue idee un gruppo apparso in precedenza fragile e frammentato. Il mister è riuscito, in un arco di tempo ristrettissimo e giocando ogni tre giorni, a rendere facili anche le cose più difficili. Un mezzo miracolo, a dirla tutta.

Oggi il suo colpo di genio è stata la sostituzione di Zerbin, messo in grande difficoltà sulla fascia destra da un giocatore esperto come Zito. La decisione è stata presa poco dopo che il talentuoso esterno si era conquistato, con grande bravura e determinazione, il secondo rigore della giornata. L’ex Napoli è stato così richiamato nel suo momento migliore, in una giornata che avrebbe potuto viceversa lasciargli cicatrici non facili da riassorbire.  

L’immagine che meglio di ogni altra riassume le sensazioni scaturite dalla partita di oggi è quella di “cavallo pazzo” Mignanelli che segna in extremis il gol del 4-3 contro i falchetti, aggira con il poco fiato che gli resta in corpo i cartelloni pubblicitari, supera di slancio la pista di atletica e va a festeggiare con i sessanta tifosi gialloblù arrivati a sostenere la squadra da Viterbo.

La prova provata che questo gruppo di giocatori è coeso come non mai, ha ritrovato la voglia di dare il meglio di sé e vuole condividere ogni singola gioia con i propri sostenitori. Sembra tornata la voglia di calcio, quello vero, che cementa i rapporti fra squadra e tifosi. Una simbiosi che ci potrebbe portare molto lontano, al di là di analisi che la frequenza degli appuntamenti agonistici quest’anno non consente.

Nella Viterbese è tornata l’allegria. La cosa più bella che possa succedere quando si parla di calcio. Perché il calcio è un gioco. E, se non ci si diverte, che razza di gioco è?

DI Sergio Mutolo

Sergio Mutolo
Innamorato da una vita dei colori gialloblù, prova a tenere viva in rete la "grande storia del club". Su Calciopress si dedica alle criticità del sistema calcio, con particolare attenzione alla Serie C, sempre schierato dalla parte dei tifosi.

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